Poteva mancare un articolo sulla crisi di governo che riempie i giornali, da un po’ di giorni a questa parte?? Sì. Avrebbe potuto, ma non ha voluto. La crisi di un governo che ha visto nel corso di due anni un certo calo di consensi, figlio di una propaganda ad hoc e dei tanti soliti errori. Il punto forte della propaganda ad hoc è l’aumento delle tasse. Questo fa leva, non tanto sull’effettivo peso dell’aumento della pressione fiscale, quanto sulla palpabile diminuizione del potere d’acquisto. Se solo il popolo fosse lucido nel suo pensiero e non si facesse influenzare a mo’ di branco di pecore, dovrebbe asserire che la diminuizione di potere d’acquisto non sta nel recente rincaro della tasse quanto nello spropositato aumento dei prezzi. L’aumento dei prezzi è indubbiamente figlio illegittimo del passaggio all’euro. L’euro è diventato moneta italica nel 2002, in pieno governo Berlusconi. Quest’ultimo è stato, per quanto forse egli non ricorda, euro-filo convinto prima del passaggio, affermando che l’euro avrebbe dato stabilità, e con lui era tutta la destra, Lega compresa. Ma oggi costoro sono diventati euro-fobi, dando colpa alla moneta euro, e solo ad essa, del rincaro dei prezzi. Siamo sinceri, chi vogliono prendere in giro?? Gli italiani. E a vedere i consensi che ancora riscuotono questi tizi ci sono pure riusciti. In nessun paese europeo c’è stata l’inflazione reale (non quella del paniere fasullo) che c’è stata in Italia. Questo perchè chi governava non ha effettuato nessun controllo sulla corsa ai rincari. Solo a chi ci governava toccava controllare, ma non l’ha fatto. Quindi: grazie per essere stati 5 anni al governo per rubare, per aver fatto leggi salva-imputato, per aver aumentato il precariato, per aver aumentato il debito, per aver fatto tutto fuorchè l’interesse del paese. Grazie.

E’ di questi giorni un rapporto francese che cita anche l’Italia targata Prodi come esempio da seguire, eccone uno stralcio: “dopo cinque anni di atonia (calo della crescita da 1,8% nel 2001 a 0,1 % nel 2005) l’economia italiana conosce una ripresa con il 2% di crescita nel 2006 e previsioni attorno al 2% nel 2007 […] Un insieme di indicatori conferma il ritorno dell’Italia in seno all’Unione europea: ripesa dell’attività industriale; progresso delle esportazioni; calo del tasso di disoccupazione; deficit pubblico tornato al 2,6%” (dal 2001 al 2005 era al governo il Cavaliere, ndr).
Il governo caduto non era bello. Non lo era. Ma la morte lo ha reso bello. Bello perchè è stato piegato da gente come Dini e Mastella. Gente che ora confluirà nella destra per il futuro governo. Sia chiaro: se certa gente abbandona il governo è un vanto, non un demerito. Dini ha affermato che è ora che inizi una nuova stagione politica. Geniale. Ma la nuova stagione politica è fatta dai vari Berlusconi, Casini, Fini, Mastella, Dini e compagnia brutta. Scusate, ma dove sta il nuovo?? Mastella ha invece abbandonato, grazie alle sicure promesse di future cariche nel futuro governo. Un uomo che è stato applaudito. E’ stato applaudito perchè inquisito per una lista di reati da far impallidire anche Cuffaro. Sì Cuffaro, quello dell’UDC, quello che non abbandona mai e gioisce perchè giudicato colpevole con pena pari a 5 anni. E la gente ancora li vota, dimostrando in modo empirico che nell’universo l’elemento più abbondante è la stupidità.
E così ci aspetta un nuovo governo coi soliti pregiudicati. Fra i tanti ci si dovrà risorbire il Bossi nazionale. Quello che parla di Roma ladrona, quando lui in 5 anni di governo è riuscito a dare lavoro a parenti e parentini. Quello che ai tempi della maxitangente Enimont di Raul Gardini risultò colpevole per avere intascato parte della stessa, era il 1991. Certo, meglio Pontida ladrona che Roma ladrona.

A meno di miracoli, di apparizioni di Apicella sulla sua chitarra alata, di rivoluzioni armate (non come la buffonata prospettata dal leghista), questo è il futuro che ci aspetta.

prE’ notizia di questi giorni la prevista contestazione al poco amatissimo papa Ratzinger. E via tutti i giornali a scrivere in prima pagina di questa importantissima notizia, che poi così importante non è. E via Radio Vaticana e politicanti/politicucci annessi a parlare di censura.
L’origine della contestazione è l’oscurantismo del pontefice e il presunto giudizio favorevole, di quest’ultimo, al processo Galilei. Giudizio presunto perchè, a quanto si dice, questo giudizio non vi è stato. O forse magari vi è stato, ma è stato ritrattato o meglio abiurato, in stile galileiano. Ma d’altronde è uso comune la ritrattazione di quanto si dice: basta vedere l’articolo precedente su Berlusconi, per averne un esempio. Sì, perchè, in realtà, il ricatto sulla legge elettorale a meno della legge Gentiloni è stato ritrattato, così come il kapò dato all’europarlamentare Schulz e la cultura islamica inferiore a quella occidentale. L’arte della ritrattazione è ormai pratica comune, che consente a gente, che dovrebbe ragionare prima di parlare, di parlare senza ragionare e poi salvarsi con un “No, non volevo!” o “No, le mie parole sono state strumentalizzate!”. L’Italietta delle retromarce, in cui il pontefice si è innestato a meraviglia, considerate anche altre sue uscite: l’ultima quella su Roma. Sia chiaro: per quale motivo docenti e alunni dell’università La Sapienza non dovrebbero chiedere a quell’uomo di non intervenire?? per quale motivo docenti e alunni non dovrebbero avere il diritto di contestare? Forse che siamo uno stato laico a convenienza di chi conviene? La contestazione di personaggi pubblici non è cosa nuova all’occhio umano. Sono stati contestati in passato presidenti della repubblica, presidenti del consiglio dei ministri e via dicendo. Per quale motivo il pontefice dovrebbe essere tutelato dalla contestazione? E’ forse utile a pontificare, tirare i sassi e ritirare il braccio, come tutti, ma poi sfuggire alle contestazioni?
Forse il papa non è uomo ma divinità?? E ammesso e non concesso che sia divinità, le divinità sono incontestabili?? Inoltre il pontefice, oltre a essere infallibile, è anche incontestabile??
Certa gente dovrebbe imparare ad assumersi con umiltà le proprie responsabilità, umiltà che evidentemente sono bravi a predicare ma poco avvezzi ad applicare.
Si alza il coro di opinionisti. Viviamo l’era dell’opinionismo, in cui i fatti sono andati a farsi benedire. I giornali e le tv vivono di opinioni. Vi è un accadimento, ed ecco il piccolo giornalista col suo microfono che intervista chiunque e ovunque, anche se quel chiunque non ha competenze per giudicare ed è estraneo al discorso. Quindi quella nuvoletta di soliti noti si addensa attorno al microfono, quei politicucci, di destra o sinistra che siano, che si schierano da un lato o dall’altro perchè fa comodo, perchè così non fa male. Tutti cattolici convinti per qualche minuto, perchè non sia mai inimicarsi lo stato pontificio e i cattolici veramente convinti. Sono tutti voti quelli, mica quisquilie. E infine Radio Vaticana. Radio che?? Sì Radio Vaticana: quella che se alzi il citofono a Roma la senti senza bisogno di aver la radio. Ma poi come si chiuse la questione del processo a Radio Vaticana?? Beh colpire i potenti è sempre difficile, perchè se la legge non c’è e serve, la fanno, se la legge non c’è e non serve, non la fanno. Ricadiamo nel secondo caso. Il processo a Radio Vaticana si chiuse in silenzio con una assoluzione, dopo la condanna nel grado precedente di giudizio. Ma non assoluzione perchè il fatto non sussiste, ma perchè «Il fatto contestato non è previsto dalla legge italiana come reato». Pensassero magari alla salute dei loro fedeli immersi nell’elettrosmog, invece di fare certi interventi.

Ieri sera una notizia deve aver, in qualche modo, stimolato la mente di chi ragiona. Oggi Repubblica.it titola cosi:

Riforma elettorale, stop di Berlusconi. “Non dialogo con chi vuole la legge tv”

Questo è eccezionale. Questo può succedere solo in Italia. Solo in Italia ci può essere un politico pregiudicato che dice “tratto solo a condizione che nessuno tocchi la mia proprietà privata”. E l’assurdo si raggiunge quando milioni di persone danno il voto a chi durante i suoi governi ha dimostrato di interessarsi solo alla cosa propria (basta solo pensare alle leggi Cirami ed ex-Cirielli, per salvare i vari processi) e non alla cosa pubblica.
Sa molto di scambio di figurine fra bimbi. Ma purtroppo non sono figurine. La gente dovrebbe imparare a capire che la situazione è grave. La sinistra può non piacere. Non piace neanche a me, affatto. Ma come si può votare chi esplicitamente, a parole e fatti, ha fatto della politica italiana e dell’Italia in genere un mezzo per il suo arricchimento?

Lasciamo stare questa triste notizia, anche se non vedo grosse novità in aggiunta a quello che già tutti dovrebbero aver capito.
Parliamo di qualcosa di frivolo, che però rattrista me. Hugo Chavez. Su Corriere.it:

Scintilla tra Chavez e Naomi

Hugo Chavez è l’attuale presidente del Venezuela. Un presidente comunista. Un eroe dei nostri giorni, per i giovani comunisti. Colui che in parte ha già mostrato che c’è un comunismo possibile. Il Venezuela ha avuto un grande sviluppo da quando Chavez è al potere, stipulando patti importanti con paesi esteri come la Cina e applicando all’interno il comunismo che serve al popolo. Ora esce la notizia sulla sua relazione con la Campbell. Per carità nulla di male, anzi Hughetto ha anche gusto. Però sinceramente da una persona come lui, queste uscite gossip alla Sarkozy, mi deludono. Spero sia solo la classica notiziuola di una stampa sempre pronta a trattare argomenti leggeri ed inutili per intorpidire le coscienze umane. Ma a dir il vero, vedere il nome di Chavez associato a quello di uno come Sarkozy, sulla stampa mondiale, mi rattrista. Dai Hugo non voglio che la gente parli di te o, peggio ancora, si ricordi di te per una relazione con una modella.

Si è parlato molto del G8 di Genova anno 2001. Si è parlato molto dei black block, dei manifestanti. Si è parlato anche della scuola Diaz, e a molti, ma purtroppo pochi, è sorto il dubbio che quello che accadde quella notte fu tortura, squadrismo, schifo.
Alcuni mesi fa, lessi un report di J.Ziegler, relatore all’Onu per il diritto all’alimentazione. Ne riporto qui qualche stralcio.

Venerdì 20 luglio, varie manifestazioni sfilano per Genova. Alle 17.30 Carlo Giuliani viene ucciso da un colpo sparato da un carabiniere. La stessa notte, per ordine di Claudio Scajola, ministro degli Interni del governo Berlusconi, squadre speciali attaccano la scuola Diaz, sede del Genoa Social Forum (raggruppamento autorizzato dal governo). I locali vengono devastati e molti manifestanti arrestati. La maggior parte viene insultata e picchiata. Molti vengono condotti nella caserma di polizia di Bolzaneto dove vengono sbattuti a terra e calpestati, mentre molti altri in ginocchio, sotto minaccia, sono costretti a cantare questa vergognosa canzone:

Un, due, tre
Viva Pinochet
Quattro, cinque, sei
A morte gli ebrei.
Sette, otto, nove
Il negretto non commuove.

I detenuti non erano solo italiani, ma di tutte le parti del mondo, e facenti capo a vari movimenti quali ATTAC, Greenpeace, Amnesty International.
Un ragazzo francese, frustato e torturato, ha raccontato le parole del suo torturatore: “Sei una merda francese…Voglio che tu soffra”.
Simili testimonianze arrivano da alcune appartenenti al gruppo non violento Pink (studentesse dell’Università di Paris-Jussieu). Molte di loro sono state prese a manganellate gratuite per strada, portate in ambulanza all’ospedale Galliera e lì interrogate da alcuni poliziotti. Una ragazza, in preda a forti dolori, aveva chiesto cure, ma il medico rivolgendosi all’infermiera aveva risposto: “Non datele nulla finchè non comincerà a vedere doppio, a vomitare e a trascinarsi per terra”. Un ragazzo dello stesso gruppo racconta: “Hanno confiscato i miei effetti personali. Mi hanno portato in un edificio con quattro celle, con diversi ragazzi allineati contro il muro. Nell’ultima vi erano una quindicina di persone con fronte e mani appoggiate contro il muro e piedi un po’ più indietro, e con il divieto di muoversi. Sono rimasto in questa posizione per cinque ore. Colpivano ripetutamente sulle ferite in modo da non aggiungerne di nuove, oltre quelle constatate in ospedale. Ci picchiavano la testa contro il muro. Ho chiesto un avvocato e in risposta ho avuto altre botte”.
L’avvocato di parte civile, Dario Rossi, narra pure di suoi clienti rimasti in piedi per più di ore, di insulti, di stupri e di torture.

Tutta questa violenza è stata gratuita, verso gente che manifestava in modo non violento (in più hanno testimoniato che i poliziotti evitavano gli scontri con le frange violente per poi picchiare i gruppi non violenti).
C’è poco da aggiungere su certa gente che sfoga la sua frustazione sociale e sessuale su gente inerme.

shPotremmo parlare male dell’enciclica ma non voglio farlo, non voglio perdere del tempo a criticare testi scritti da gente che veste in modo bizzarro e la domenica parla da un pulpito dando, alla massa di fedeli, le sue regole comportamentali. Una bella enciclica in cui si criticano rivoluzione proletaria e illuminismo. Si critica la rivoluzione proletaria che ha messo in luce i diritti e le rivendicazioni del proletariato, si critica l’illuminismo senza il quale saremmo ancora tutti, dietro a un papa, a dare la caccia alle streghe. Una meravigliosa enciclica in cui si fa un “piccolo” passo indietro sulla novella del giudizio universale: i peccati non verranno cancellati, ma ognuno pagherà in base alle sue responsabilità. Inferno e Purgatorio esistono. Questo fa un po’ ridere, non tanto per il fatto di credere ancora alla vita nell’aldilà, ma soprattutto perchè sostituisce abbondantemente il prete a Dio. Il prete può, con la confessione, epurare dai peccati e fare arrivare l’uomo all’appuntamento con Dio candido e puro. Tramite la confessione, che altro non è che una appropriazione impropria e un giudizio incoerente dei fatti altrui, il prete assolve mafiosi, pluripregiudicati ma non perdona chi divorzia da un marito violento. Quindi se avete peccati, riversateli al vostro parroco e non sperate di risolvere il tutto quando incontrerete Dio nell’aldilà. Si potrebbe parlare male di questa enciclica scritta da gente che per abbellire piazza s.Pietro, per la festa del dio Sole (cioè il natale), ha fatto segare un albero di 200 anni, in barba a s.Francesco, a madre natura e a grande puffo.

Bene. Potremmo parlare male dell’enciclica ma ci sarebbe troppo da dire e non ne vale veramente la pena. Meglio dedicarsi a qualcosa che avvicina veramente a Dio. Ho già citato Frank Zappa in articoli precedenti. Frank Zappa è stato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: ha composto musica classica, jazz, r&b, rock. Americano di nascita ma libero nel pensiero è vissuto dal 1940 al 1993, anno in cui è morto per un tumore. Fra i brani strumentali che più apprezzo di lui è certamente “Watermelon in Easter Hay”. Questo pezzo è grandioso, forse il meglio che sia stato generato da essere umano, e spiega molte più cose di una ridicola enciclica. Girando su youtube, ho trovato una cover di questo brano, suonata da Shawn Lane. Shawn Lane nasce nel 1960 e muore nel 2003, malato di psoriasi e abbandonato al suo destino dall’ottimo sistema sanitario americano. Shawn Lane è stato uno dei più grandi chitarristi fusion dello scorso secolo, anche se è sconosciuto ai più. Questo video è alquanto significativo. Siamo in un bar. Shawn prende la sua chitarra, solo la sua chitarra, mentre tutta la gente attorno fa un gran vociare. Lì in un angolo, solo, si appresta a suonare un capolavoro. La gente parla, perchè non sa, perchè non capisce. Poi man mano che Shawn suona, le ultime voci tacciono in parte e alla fine tutti applaudono alla rivisitazione di un capolavoro da parte di un vero artista. Sempre su youtube si possono trovare altre versioni dello stesso brano suonate da Zappa stesso.
Comunque ora è giusto che taccia pure io, e che faccia parlare Shawn.

Leggendo la notizia che impazza in questi giorni sui giornali (produzione di jeans sponsorizzati da un rom), ho pensato fosse il caso di parlare di boicottaggio. Mentre la massa di stupidi, leggendo la parola rom, ne approfitta per uscite più o meno razziste, senza capire una beata fava della notizia, c’è una fascia di persone che pensa, in maniera indubbiamente più lucida, quanto possa essere immorale un imprenditore che, pur di guadagnare, sfrutti un fatto di cronaca. Ma se iniziassimo a pensare che la colpa è nostra??
Chiedere moralità a un imprenditore è come chiedere bignè in un ferramenta. Ma d’altronde, se l’imprenditore decide di affrontare questa spesa di produzione è perchè ritiene di guadagnarci, perchè ritiene che ci siano i coglioni che li compreranno, grazie agli schifosi mass-media che pubblicizzeranno.
Cosa bisogna fare? Boicottare. Non comprare roba creata per speculare su disgrazie. Così come non bisogna comprare certi libri scritti da madri colpevoli di omicidio.
Il consumatore dovrebbe anche boicottare certi prodotti di cultura e intrattenimento che ci propinano i mass-media. E’ inutile criticare certa tv, certe trasmissioni con troni, tronisti, trombatori, certi reality show. E’ inutile criticarli perchè la tv è un’azienda che offre quello che l’utente domanda. Se nessuno guardasse certa roba, boicottando la tv, certa roba scomparirebbe.
Ma il boicottaggio da parte del consumatore dovrebbe colpire anche le grandi multinazionali che sfruttano i popoli del terzo mondo. Come non accadeva negli anni sessanta-settanta quando molte femministe sfilavano con magliette con su scritto “Women Liberation” mentre quelle scritte venivano fatte sfruttando il lavoro di altre donne, che in paesi poveri erano tutt’altro che libere, ma costrette a lavorare in condizioni disumane per pochissimi spiccioli.
Così come bisogna boicottare multinazionali come McDonald’s che rivendono roba che spacciano per cibo: questo anche per la salvaguardia della nostra salute. A riguardo vi faccio vedere un video che mostra la bontà delle patatine McDonald’s, cioè quei bastoncini gialli secchi salati (d’altronde son migliaia di anni che si sa che l’ipersalatura consente la conservazione dei cibi).


Boicottiamoli!!

marxLa storia post-bellica del comunismo italiano è piuttosto anomala. Sembra incredibile che il movimento che rappresentava la maggioranza degli italiani dopo la caduta del fascismo, oggi sia un movimento di minoranza. Sembra assurdo che coloro che un tempo erano eroi, fautori della liberazione d’Italia, oggi vengano considerati “bastardi”.
Cosa è stato a cambiare? Come è possibile assistere oggi, quasi a un’equiparazione fra fascismo italiano e comunismo italiano? Com’è possibile che oggi capita più spesso di sentire espressioni come “comunista di mer*a” che non “fascista di mer*a”?

In questo articolo vedremo di analizzare le tattiche attuate dalle forze di destra e dagli statunitensi per denigrare e combattere i comunisti, tornando all’epoca post-bellica.
Il primo problema degli USA, alla fine della seconda guerra mondiale, fu quello di eliminare la resistenza antifascista, insediando al potere organizzazioni, più o meno fasciste, oltre che in Italia, in Grecia, Thailandia, ecc. Riuscirono così a sventare la possibilità che molti paesi avessero una democrazia popolare, non controllabile dall’impero americano, intervenendo, in particolare, sui sindacati.
In Italia l’intervento americano prese forma nel 1948 quando riuscirono a interferire nelle prime elezioni della Repubblica. Gli USA non potevano accettare, in una loro colonia, il governo di gente con priorità diverse dalle loro: non potevano accettare un governo antifascista. Arrivarono al punto di sponsorizzare un colpo di stato militare alla fine degli anni sessanta, al fine di tenere fuori dal governo i comunisti (cioè i partiti operai). L’Italia è stata bersaglio della CIA, di certo, fino al 1975, anno fino al quale arriva la documentazione resa disponibile, basta andare a leggere il rapporto della commissione Pike della Camera. Una storia molto simile si è verificata in Francia. George Kennan, membro del Dipartimento di Stato americano, nel 1946 scrisse: “dobbiamo murare la Germania Ovest dalla zona orientale, affinchè non si sviluppi un movimento comunista tedesco troppo forte”. Ovviamente un movimento socialdemocratico in un paese vasto e importante come la Germania o il Giappone non poteva essere tollerato.
Tornando alla resistenza italiana: si era dimostrata molto forte, in grado di liberare, praticamente da sola, l’Italia del Nord e capace di tenere bloccate sette divisioni tedesche: il movimento operaio godeva di un forte appoggio popolare. Quando gli eserciti americano e britannico arrivarono al Nord, furono costretti a rovesciare il governo che era già stato insediato dalla resistenza in quelle regioni e a sabotare i numerosi progressi fatti verso il controllo operaio delle industrie. Così furono reinsediati i vecchi “legittimi padroni che erano stati destituiti arbitrariamente” e sabotate le procedure democratiche, visto che le elezioni sarebbero state vinte dalla resistenza: si doveva evitare che vincesse la democrazia, quella che gli USA chiamavano comunismo. In Grecia fu ancora peggio: per eliminare la resistenza antinazista fu necessaria una guerra con 160000 morti; simile sorte in Corea, prima dell’inizio della vera guerra di Corea, con 100000 vittime.
In Italia furono utilizzate varie forme di sovversione, dalle leggi massoniche di estrema destra a gruppi paramilitari terroristici: fu reintrodotta la polizia fascista e l’economia fu messa in ginocchio. Il primo memorandum del Consiglio di sicurezza nazionale, NSC 1, parla dell’Italia e delle elezioni italiane e afferma che se i comunisti avessero preso il potere, con le elezioni, in maniera legittima e democratica, gli Stati Uniti avrebbero dovuto dichiarare l’emergenza nazionale: la Sesta flotta nel Mediterraneo doveva essere messa in stato d’allerta e si dovevano avviare attività sovversive, allo scopo di rovesciare il governo, e piani di contingenza, in vista di un intervento militare diretto. Sempre George Kennan riteneva che l’Italia doveva essere invasa prima delle elezioni, in modo da evitare a priori problemi, ma poi fu portato alla ragione dai suoi colleghi e si preferì usare mezzi meno evidenti.
Un altro merito dell’intervento americano fu la resuscitazione della mafia, come mezzo per combattere per gli scioperi. In cambio di questi favori, fu consentito nuovamente, alla mafia, di gestire il narcotraffico: l’esempio più famoso fu la “French Connection” in Francia. Infine molti fascisti e nazisti furono impiegati per svolgere vari compiti in giro per il mondo: Walter Rauff, inventore della camera a gas, fu portato in Cile clandestinamente per organizzare il movimento antiinsurrezionalista; Reinhard Gehlen, capo dei servizi segreti, fu assunto dai servizi segreti americani; Klaus Barbie, il macellaio di Lione, continuò come spia in Francia per poi finire in America Latina.
A queste pratiche, bisogna aggiungere il condizionamento psicologico compiuto dai media che non hanno fatto altro che aumentare lo “spauracchio comunista” (spauracchio che oggi è stato sostituito da quello terrorista). Queste false paure innestate nella gente hanno creato un sentimento popolare infondato e sbagliato, basato solo su stupidissimi luoghi comuni, su cui ancora oggi fanno leva, purtroppo con successo, alcuni politicanti.

fzDiceva Frank Zappa:

Alcuni scienziati affermano che l’idrogeno, poiché sembra essere ovunque, è la sostanza basilare dell’universo; non sono d’accordo. Io dico che c’è molta più stupidità che idrogeno, e che quella è la vera sostanza costitutiva dell’universo.

Partiamo da questo postulato sulla natura e sulla mente umana per fare altre considerazioni.
Distinguiamo fra tre categorie “pensanti”: gli ideologisti del nulla, i falsi ideologisti e gli ideologisti puri.

Ideologisti del nulla
Questa è la categoria umana più numerosa. Il mondo è pieno di ideologisti del nulla. Questa è la gente che in assoluto si può meglio identificare nel postulato zappiano. Ma anche gente figlia del consumismo e della sua logica della semplicità. Di questo gruppo fan parte sia i “non ideologisti”, che in genere non pensano nulla di nulla, non hanno pensiero critico, sia gli “ideologisti della materia”. Gli “ideologisti della materia” si presentano in varie forme: ideologisti delle scarpe, ideologisti del vestiario, ideologisti delle automobili, ideologisti del tatuaggio, ideologisti della depilazione, ecc. Queste ideologie si presentano in percentuali diverse a seconda del sesso: in genere l’ideologia delle scarpe vede più rappresentanti in animali di sesso femminile, mentre l’ideologia delle automobili in animali di sesso maschile. Gli “ideologisti della materia” non si preoccupano di problemi etici, sociali, politici ma solo di problemi inerenti al loro status symbol, alla loro ricchezza, alla loro apparenza. Gusci appesantiti dall’abbondanza di oro ma alleggeriti dalla mancanza di peli superflui. Questi sono coloro i quali Frank Zappa chiamava Plastic People e in genere, ma non sempre, fanno parte della medio-alta borghesia, a differenza dei “non ideologisti” che sono una categoria trasversale.

Falsi ideologisti
Categoria alquanto subdola: ne è piena zeppa la classe politica italiana e estera. Questi sono l’incarnazione del bispensiero orwelliano.
Per quanto Orwell definisse il bispensiero in un contesto diverso, possiamo applicarlo con qualche adattamento. Il bispensiero (applicato, per Orwell, dai regimi totalitari) consiste nell’affermazione di un’idea e del suo esatto contrario.
Diceva Orwell:

“Dimenticare tutto quello che era necessario dimenticare, e quindi richiamarlo alla memoria nel momento in cui sarebbe stato necessario, e quindi dimenticarlo da capo: e soprattutto applicare lo stesso processo al processo stesso. Questa era l’ultima raffinatezza: assumere coscientemente l’incoscienza, e quindi da capo, divenire inconscio dell’azione ipnotica or ora compiuta. Anche per capire il significato della parola “bispensiero” bisognava mettere, appunto, in opera il medesimo.”

In questa categoria rientrano coloro che affermano di essere di sinistra e esprimono concetti di destra e viceversa, ma anche coloro che esprimono un qualsivoglia bispensiero su questioni politiche, morali, sociali. Alcuni esempi. Coloro che si ritengono cattolici ma poi sono a favore della pena di morte, coloro che si ritengono di sinistra ma poi fanno affermazioni xenofobe e razziste. Si possono fare molti altri esempi, come il caso dell’articolo precedente.

Ideologisti puri
Infine la categoria degli illusi delusi: coloro che sono ancora illusi che certe cose possano cambiare, che si possano realizzare utopie (di destra o sinistra che siano). Questi sono gli ideologisti frustrati dei nostri giorni e rappresentano una piccola minoranza. Per quanto, in prima istanza, si possa pensare un gran bene di questa categoria, c’è da dire che spesso resta ancorata sulla propria sotto-ideologia, giusta o sbagliata che sia, nella speranza di un futuro che non ci sarà mai. E il tutto finisce nella depressione del disincanto, qualora mai si arrivi a un disincanto. Infatti ci sono solo due vie per la fine dello strato mentale di un ideologista puro: o il disincanto o l’eterna illusione. Mentre il primo provoca un profondo senso di frustrazione e delusione, il secondo provoca un senso di non appagamento.
Indubbiamente è questa la condizione mentale più disgraziata per l’essere umano.

Volevo prendere una piccola pausa dal postare articoli. Ma questa notizia è molto carina. E non me la voglio lasciare sfuggire.
Direttamente dal sito di Repubblica:

ROMA - È stato uno scoop di “Striscia la notizia” a svelare che Gianfranco Fini sarà di nuovo padre. La rubrica “spettegulesss” ha dato ieri sera la notizia che la nuova compagna del leader di An, Elisabetta Tulliani, avvocato e giornalista televisiva, ballerina e ex docente universitaria, è incinta. Nella stessa trasmissione, la diretta interessata e il portavoce di Fini hanno tuttavia smentito la notizia. Più tardi, invece, a confermare il fatto, (”per evitare pettegolezzi”) è stata l’avvocato Giulia Bongiorno, lo stesso legale che cinque mesi fa aveva assistito il leader di An nella causa di separazione con la moglie Daniela Di Sotto. “La notizia la confermo”, ha dichiarato Giulia Bongiorno.
Nel servizio di “Striscia la notizia” Elisabetta Tulliani è stata presentata come “noto avvocato romano, principessa del foro”. Nel sito della presentatrice c’è la biografia della nuova compagna di Fini. Elisabetta Tulliani ha rinunciato alla carriera di docente di diritto penale per la sua passione artistica. La sua carriera televisiva inizia con la rubrica “La domenica sportiva l’altra”, è stata inviata di “Unomattina”, e nell’estate dell’anno scorso ha avuto il ruolo di co-conduttrice del varietà di Raidue dal titolo “Tintarella di luna”. Quest’anno invece è stata conduttrice dello spazio “Ricette cucina”. I suoi impegni televisivi non la distolgono tuttavia dal suo impegno professionale di avvocato che, recita sempre la sua biografia sul sito internet, “svolge quotidianamente con grande passione e coinvolgimento”.

Ma come uno dei tanti eroi dell’infausto family day è caduto sul binomio separazione - nuova compagna? Tra l’altro proprio pochi giorni dopo il secondo matrimonio di Casini. Che tristezza. Lungi da me criticare i vari connubi dei politici, ma come si può predicare la (folle) ortodossia cattolica e poi praticare questi usi del demonio??

nl2Si potrebbe pensare che se il neoliberismo uccide il Sud, ma arricchisce tutto il Nord. Ma le cose non stanno così. O almeno stanno così in parte. Il neoliberismo arricchisce i capitalisti del Nord, ma porta alla rovina il proletariato.
Come accennato nella prima parte, le grandi lobby hanno nei paesi del Nord un potere illimitato (tipo Superman, però in versione bastarda). I politici, dal canto loro, o sono succubi delle lobby (basta considerare le eventuali minacce di abbandono dei paesi nel caso di proposta di contributi fiscali più equi) o ne fanno direttamente parte (basta considerare che Bush, Cheney, Rumsfeld, Rice sono o sono stati parte di consigli di amministrazione di grosse lobby del petrolio, tipo Texaco e Enron). Considerato il loro potere, influenzano, direttamente o indirettamente, in modo massiccio, le politiche economiche dei paesi. Facciamo due esempi.

La privatizzazione delle poste in Svizzera o delle FS in Italia.
Consideriamo le prime. Le poste in Svizzera sono state privatizzate, alcuni anni fa. Cosa è cambiato?? 1. I prezzi sono aumentati. 2. Molte poste hanno chiuso perchè reputate non necessarie. 3. Nessuna miglioria nel servizio. Ma perchè l’imprenditore di turno chiude le poste?? Semplice. Se una posta è poco frequentata è inutile, l’imprenditore non ha umanità, guarda solo il suo profitto. Non importa a lui se un anziano non ha più la posta vicino, ed è costretto a usare mezzi per recarsi in un’altra posta. Se la posta implica guadagni sufficienti resta, se no chiude. Consideriamo le seconde. Le FS sono state privatizzate anni addietro. Risultati? 1. I prezzi sono comunque aumentati. 2. Il servizio è ancora più scadente. 3. Molte stazioni hanno chiuso; in certe stazioni hanno anche semplicemente chiuso i servizi igienici (per risparmiare retribuzioni)!! Cosa succede quando una posta o una stazione chiude??? Della gente viene licenziata. Poco importa che farà quella gente. E questo succede in tutte le aziende private. Dall’oggi al domani, un’azienda può anche decidere di fare una (maledetta) fusione con un’altra azienda. Dopo una fusione le quotazioni di quella azienda perdono sempre quotazione. Inoltre la fusione implica sempre un ridimensionamento della singola azienda, con conseguente eliminazione degli esuberi. Vale a dire: licenziamenti. E ovviamente è il proletariato a pagare. I capitalisti sono protetti dal cosiddetto “paracadute d’oro”, di cui parlerò a breve.

Il sistema sanitario degli Stati Uniti.
Riporto una notizia di circa un mese fa dal sito di Alice, che è il primo che mi ha mostrato google.
“Il capo della Casa Bianca ha posto il veto sullo State Children’s Health Insurance Program o Schip, il piano che dà la copertura sanitaria pubblica ai figli di coppie a basso reddito, approvato al Congresso con ampia maggioranza bipartisan. La legge avrebbe stanziato 35 miliardi di dollari aggiuntivi per più di cinque anni per un programma di sanità pubblica amministrato dagli stati. Le risorse aggiuntive sarebbero state coperte dall’aumento delle tasse sui prodotti derivati dal tabacco. I sostenitori del provvedimento dicono che l’aumento avrebbe coperto le spese sanitarie di circa 10 milioni di bambini. Secondo Bush, l’aumento della spesa avrebbe snaturato il programma, nato per far fronte ai bisogni dei bambini più poveri, costituendo un pericoloso passo verso un sistema sanitario pubblico”. Perchè? Se vinci un’elezione devi pagare un prezzo. E Bush lo sa bene. La vittoria di Bush su Gore è stata frutto dell’appoggio delle lobby del petrolio, ma anche del farmaco e altre. Potrebbe mai Bush fare un voltafaccia a chi lo ha aiutato? Ovvio che no. C’è anche da capirlo. Poverino. Peggio per quei bambini. Difendiamo l’interesse delle lobby ultramiliardarie.

Ma ora veniamo a un altro flagello che più di tutti vediamo sulla nostra egoista pelle, ma che comunque è nulla rispetto a quello che accade nel Sud: il precariato.
Giorni fa ho avuto il piacere di sentire una mente illuminata de “Il Sole 24 ore” uscirsene con una bella affermazione: “La flessibilità è necessaria e inevitabile”. Purtroppo, grazie ai media sempre servi delle elite, questa sta diventando una convinzione comune. Già, perchè il mercato del lavoro è madre natura, l’uomo non può intervenire. Certo, per la doxa neoliberista le cose vanno così, ma vallo a spiegare a uno che guadagna, dopo anni, 950 euro al mese per lavorare 8 ore al giorno, che con quella cifra non può farsi una famiglia, e che rischia a fine contratto di non vederselo rinnovato. Certo, posso immaginare che il figlio di quel giornalista non ha sicuramente problemi di precariato, quindi è facile, per il padre, parlare e filosofeggiare. Bene, il fatto che la flessibilità è necessaria e inevitabile, che il mondo deve andare così: è una stronzata. Sono riusciti a convincerci che non abbiamo alternativa al precariato, all’instabilità. Sono riusciti a convincerci che è giusto che un capitalista assuma un proletario a uno stipendio da fame, che lo sfrutti come vuole, ma che possa tranquillamente non rinnovargli il contratto dopo tot mesi o licenziarlo in tronco senza porsi il minimo problema (solo 1 su 25 passa a un lavoro stabile [dato dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i diritti del lavoro]). Quale dio ha imposto all’economia che il capitalista (che spesso è una persona incapace/incompetente) abbia tutto questo potere?? Sono state le lobby e i pensatori neoliberisti che son riusciti a guidare, verso la via della rovina, i governi nazionali (vedasi anche leggi Biagi e Maroni, in Italia). Governi nazionali, che invece di tutelare i servizi indispensabili per il popolo, mantenendoli statali, hanno preferito dare anima e culo ai veri potenti della Terra (quelli che Chomsky chiama grandi personaggi immortali).

D’altronde la differenza fra questi capitalisti e il proletariato si vede anche negli stipendi oltre che nella precarietà.
Consideriamo che nel 2006 vi sono stati 42 dirigenti a guadagnare sopra i 4 milioni di euro (da considerare che queste sono cifre ufficiali), con gente che arriva a toccare i 20 milioni di euro. Un “abbondante” stipendio proletario è pari a 1100 euro al mese, cioè 13200 euro l’anno contro 10000000 euro (medi del campione stimato, senza considerare tutti i premi che i capitalisti si autoelargiscono). Stiamo parlando di un rapporto superiore a 750! Questo implica che i vari Buora, Montezemolo, Tronchetti Provera valgono 750 volte un operaio che sta in catena di montaggio tutto il giorno. Questo più che assurdo, è vergognoso.
1. Il vero lavoro lo svolge la classe operaia, il plusvalore materiale o intellettuale lo mette lei. 2. Questa gente lavora molto meno tempo e in condizioni molto più agiate. 3. Questa gente non merita queste retribuzioni.
Su quest’ultimo punto è necessario soffermarsi. Le retribuzioni degli imprenditori sono decise dagli imprenditori. Quindi è abbastanza normale spiegarsi queste cifre. Inoltre questa gente ha realmente queste capacità?? Ovviamente no. Il capitalista medio è una persona furba ma di dubbie capacità, che una volta al potere si comporta da sanguisuga, assorbe le risorse dell’azienda, fa scelte imprenditoriali scellerate e la porta al fallimento (in Italia di questi casi ne abbiamo tantissimi, anche solo considerando il caso Pirelli-Telecom). Una volta che l’azienda è al collasso si procede all’eliminazione degli esuberi, cioè al licenziamento dei dipendenti. Ma cosa accade quando l’azienda fallisce?? Che fine fa il capitalista? Qui entra in gioco il succitato paracadute d’oro. Come si può capire dal termine, l’imprenditore in caso di fallimento destina (o ha già predestinato, vedasi i casi SwissAir e Merck) una buona uscita ultramiliardiaria, che consente da un lato una rilassante vecchiaia in una lussuosa villa e dall’altro preleva le ultimissime risorse a un’azienda già distrutta.

Tutto ciò ce lo vogliono passare per oro, mentre invece è solo merda.

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