Poteva mancare un articolo sulla crisi di governo che riempie i giornali, da un po’ di giorni a questa parte?? Sì. Avrebbe potuto, ma non ha voluto. La crisi di un governo che ha visto nel corso di due anni un certo calo di consensi, figlio di una propaganda ad hoc e dei tanti soliti errori. Il punto forte della propaganda ad hoc è l’aumento delle tasse. Questo fa leva, non tanto sull’effettivo peso dell’aumento della pressione fiscale, quanto sulla palpabile diminuizione del potere d’acquisto. Se solo il popolo fosse lucido nel suo pensiero e non si facesse influenzare a mo’ di branco di pecore, dovrebbe asserire che la diminuizione di potere d’acquisto non sta nel recente rincaro della tasse quanto nello spropositato aumento dei prezzi. L’aumento dei prezzi è indubbiamente figlio illegittimo del passaggio all’euro. L’euro è diventato moneta italica nel 2002, in pieno governo Berlusconi. Quest’ultimo è stato, per quanto forse egli non ricorda, euro-filo convinto prima del passaggio, affermando che l’euro avrebbe dato stabilità, e con lui era tutta la destra, Lega compresa. Ma oggi costoro sono diventati euro-fobi, dando colpa alla moneta euro, e solo ad essa, del rincaro dei prezzi. Siamo sinceri, chi vogliono prendere in giro?? Gli italiani. E a vedere i consensi che ancora riscuotono questi tizi ci sono pure riusciti. In nessun paese europeo c’è stata l’inflazione reale (non quella del paniere fasullo) che c’è stata in Italia. Questo perchè chi governava non ha effettuato nessun controllo sulla corsa ai rincari. Solo a chi ci governava toccava controllare, ma non l’ha fatto. Quindi: grazie per essere stati 5 anni al governo per rubare, per aver fatto leggi salva-imputato, per aver aumentato il precariato, per aver aumentato il debito, per aver fatto tutto fuorchè l’interesse del paese. Grazie.
E’ di questi giorni un rapporto francese che cita anche l’Italia targata Prodi come esempio da seguire, eccone uno stralcio: “dopo cinque anni di atonia (calo della crescita da 1,8% nel 2001 a 0,1 % nel 2005) l’economia italiana conosce una ripresa con il 2% di crescita nel 2006 e previsioni attorno al 2% nel 2007 […] Un insieme di indicatori conferma il ritorno dell’Italia in seno all’Unione europea: ripesa dell’attività industriale; progresso delle esportazioni; calo del tasso di disoccupazione; deficit pubblico tornato al 2,6%” (dal 2001 al 2005 era al governo il Cavaliere, ndr).
Il governo caduto non era bello. Non lo era. Ma la morte lo ha reso bello. Bello perchè è stato piegato da gente come Dini e Mastella. Gente che ora confluirà nella destra per il futuro governo. Sia chiaro: se certa gente abbandona il governo è un vanto, non un demerito. Dini ha affermato che è ora che inizi una nuova stagione politica. Geniale. Ma la nuova stagione politica è fatta dai vari Berlusconi, Casini, Fini, Mastella, Dini e compagnia brutta. Scusate, ma dove sta il nuovo?? Mastella ha invece abbandonato, grazie alle sicure promesse di future cariche nel futuro governo. Un uomo che è stato applaudito. E’ stato applaudito perchè inquisito per una lista di reati da far impallidire anche Cuffaro. Sì Cuffaro, quello dell’UDC, quello che non abbandona mai e gioisce perchè giudicato colpevole con pena pari a 5 anni. E la gente ancora li vota, dimostrando in modo empirico che nell’universo l’elemento più abbondante è la stupidità.
E così ci aspetta un nuovo governo coi soliti pregiudicati. Fra i tanti ci si dovrà risorbire il Bossi nazionale. Quello che parla di Roma ladrona, quando lui in 5 anni di governo è riuscito a dare lavoro a parenti e parentini. Quello che ai tempi della maxitangente Enimont di Raul Gardini risultò colpevole per avere intascato parte della stessa, era il 1991. Certo, meglio Pontida ladrona che Roma ladrona.
A meno di miracoli, di apparizioni di Apicella sulla sua chitarra alata, di rivoluzioni armate (non come la buffonata prospettata dal leghista), questo è il futuro che ci aspetta.
E’ notizia di questi giorni la prevista contestazione al poco amatissimo papa Ratzinger. E via tutti i giornali a scrivere in prima pagina di questa importantissima notizia, che poi così importante non è. E via Radio Vaticana e politicanti/politicucci annessi a parlare di censura.
Potremmo parlare male dell’enciclica ma non voglio farlo, non voglio perdere del tempo a criticare testi scritti da gente che veste in modo bizzarro e la domenica parla da un pulpito dando, alla massa di fedeli, le sue regole comportamentali. Una bella enciclica in cui si criticano rivoluzione proletaria e illuminismo. Si critica la rivoluzione proletaria che ha messo in luce i diritti e le rivendicazioni del proletariato, si critica l’illuminismo senza il quale saremmo ancora tutti, dietro a un papa, a dare la caccia alle streghe. Una meravigliosa enciclica in cui si fa un “piccolo” passo indietro sulla novella del giudizio universale: i peccati non verranno cancellati, ma ognuno pagherà in base alle sue responsabilità. Inferno e Purgatorio esistono. Questo fa un po’ ridere, non tanto per il fatto di credere ancora alla vita nell’aldilà, ma soprattutto perchè sostituisce abbondantemente il prete a Dio. Il prete può, con la confessione, epurare dai peccati e fare arrivare l’uomo all’appuntamento con Dio candido e puro. Tramite la confessione, che altro non è che una appropriazione impropria e un giudizio incoerente dei fatti altrui, il prete assolve mafiosi, pluripregiudicati ma non perdona chi divorzia da un marito violento. Quindi se avete peccati, riversateli al vostro parroco e non sperate di risolvere il tutto quando incontrerete Dio nell’aldilà. Si potrebbe parlare male di questa enciclica scritta da gente che per abbellire piazza s.Pietro, per la festa del dio Sole (cioè il natale), ha fatto segare un albero di 200 anni, in barba a s.Francesco, a madre natura e a grande puffo.
Diceva Frank Zappa:
Si potrebbe pensare che se il neoliberismo uccide il Sud, ma arricchisce tutto il Nord. Ma le cose non stanno così. O almeno stanno così in parte. Il neoliberismo arricchisce i capitalisti del Nord, ma porta alla rovina il proletariato.