Il governo ha iniziato a lavorare con assiduità, donandoci da subito le prime perle. Si riparla di ponte sullo stretto, e pensare che l’appalto è in mano a Impregilo dal 2005, Impregilo famosa per aver gestito con dovizia i rifiuti in Campania. Si parla di detassare gli straordinari ma intervenendo solo sulla quota variabile. Si parla di centrali nucleari, pronte fra decine di anni, ma di terza generazione mentre gli altri paesi saranno alla quarta. Si parla di mutui, ma in realtà tornando ai tassi del 2006, qualora il tasso variabile non decresce, si pagherà ben di più: chi poteva pensare che le banche ci rimettessero soldi?
Ma la perla più bella arriva dalla lotta ai clandestini, con un articolato che non risolve affatto il presunto “problema”. A riguardo riportiamo un articolo pubblicato oggi sulla Stampa da Bruno Tinti, Procuratore aggiunto della Repubblica di Torino.
Piombiamo in un incubo quando leggiamo della nuova arma decisiva per la lotta all’immigrazione clandestina, dello strumento che risolleverà le patrie sorti e libererà l’Italia dalla piaga endemica dei clandestini: il nuovo reato di immigrazione clandestina, punito da 6 mesi a 4 anni. Chi dunque è immigrato clandestinamente in Italia, secondo i nostri Solone (trattasi di un celebre legislatore dell’antichità) commette reato.
Come ogni imputato, anche questo, che da adesso chiamiamo Alì Ben Mohamed, deve essere iscritto nel registro degli indagati. In verità è anche detenuto, perché Solone ha pensato di prevedere che l’immigrato clandestino deve essere obbligatoriamente arrestato. Siccome Solone ha anche pensato che Alì Ben Mohamed deve essere giudicato con rito direttissimo, nelle 48 ore il nostro viene portato in Tribunale. Per giudicarlo hanno lavorato un pm, un giudice, due segretari (uno del pm e uno del giudice), un cancelliere per l’udienza, un numero variabile di poliziotti (chi lo ha arrestato, chi ha fatto il rapporto, chi lo ha portato in carcere ecc.), la Polizia penitenziaria della scorta, un interprete e un funzionario amministrativo che gli ha liquidato il compenso che gli tocca. Tempo medio complessivo (senza considerare il lavoro di poliziotti & C) ore 2. In realtà quasi sempre il processo per direttissima non si farà; perché quel giorno di direttissime ce ne sono 15 o 20; non c’è solo l’immigrazione clandestina che prevede il rito direttissimo. Ancora si commettono reati di porto d’armi e ancora ci sono casi di direttissima per reati piuttosto gravi (per esempio traffico di droga); poi ci sono gli altri reati della Bossi-Fini che fanno concorrenza a questo nuovo arrivato. Insomma, nel 70% dei casi (ma sono ottimista) il processo sarà rinviato. A quando? Mah, da un mese a sei mesi.
