Marzo 21, 2008
Titanic
Posted by oradeloshornos under Economia | Tag: liberalizzazioni, liberismo, tremonti, unione |
Ho scritto un articolo, diviso in due parti, sul neoliberismo, mesi fa. Oggi ne torniamo un po’ a parlare.
Negli USA si inizia a parlare di recessione, questo sistema economico è fallito, come è fallito il “comunismo” sovietico, ma con conseguenze devastanti a livello planetario, come ho spiegato nell’altro articolo. E così, mentre gli economisti (neo)liberisti si rendono conto che coloro che passavano per oro era fango, inizia la fuga dalla nave che affonda. Tutti a rinnegare e ad affermare che forse un intervento dello Stato nell’economia è necessario e che non si può lasciare tutto a un libero mercato malato e in mano a sciacalli.
Basta considerare l’ultimo libro dell’ex ministro dell’economia del governo Berlusconi, Tremonti Giulio, che da molti è stato visto in chiave no-global. Questo appare un po’ eccessivo, però è da notare un passo indietro da parte del massimo esponente economico dello schieramento che ha sempre propugnato il liberismo come Vangelo. Tremonti afferma fra l’altro la necessità di un intervento protezionistico dello Stato sull’economia e di rifuggire dagli eccessi di una globalizzazione incontrollata. Meglio tardi che mai, anche se siamo ben lungi da una critica seria alla globalizzazione e al marcio che porta con sé. Saranno dispiaciuti Reagan e Thatcher se il loro castello è crollato, ma c’è gente che oggi ne piange conseguenze ben più gravi: almeno quei due (e molti altri con loro) hanno un patrimonio, guadagnato soprattutto grazie al neoliberismo, su cui contare.
Che le liberalizzazioni non siano questa manna se ne sono resi conto anche in Italia, con l’ultimo giro di liberalizzazioni fatte dal morituro governo dell’Unione. Le liberalizzazioni delle licenze dei taxi e di altri servizi pubblici, per esempio, dovevano portare, in teoria, un miglioramento del servizio e un abbassamento dei prezzi. Invece non si è verificato nulla di ciò. Ovviamente perché nessuno tiene conto degli accordi, dei cartelli fra privati per la scelta di prezzi e servizi. E pensare che oramai dovrebbero essere cose risapute.