Gennaio 2008


Alcuni giorni fa una jeep italiana in Afghanistan è stata colpita da una mina. Fatto abbastanza frequente, sintomo di una guerra sbagliata, non ancora conclusa e, se conclusa, di certo persa.
Nulla di nuovo, insomma. Questo articolo nasce da alcune foto, della jeep in questione, finite sul web spagnolo, senza che lo stato maggiore sia riuscito a censurarle. Nascerebbe la questione censura, ma sono cose ormai note.

Torniamo alle foto suddette. Fra le tante che ho trovato sul sito dell’Espresso, mi voglio soffermare su questa.

Vi ricorda nulla il simbolo che ho cerchiato in rosso??? No?? Bene, anzi male. Ora guardate qui:

Togliete la svastica e otterrete lo stesso simbolo. Quest’ultimo è il simbolo degli Afrika Korps. Le “mitiche” truppe del generale Rommel inviate da Hitler in Africa.
E’ interessante e tristissimo vedere che le nostre forze armate abbiano certi esempi come guida, senza considerare il fatto che questa missione è falsamente considerata una missione di pace.
C’è da dire che anche le truppe tedesche nel 2006 furono beccate con un simbolo identico sui loro mezzi. In Germania la cosa si risolse con la sospensione dei militari. In Italia, sicuramente, anche se spero di no, la vicenda si chiuderà a tarallucci e vino … soprattutto vino.

A conferma di quanto detto nell’articolo “La morte ti fa bello” riporto uno stralcio di un articolo del Financial Times del 28-01-2008

“Malgrado l’incubo aritmetico al senato, il governo Prodi si è comportato in maniera sorprendentemente buona durante i suoi 20 mesi. L’evasione fiscale è stata drasticamente ridotta, e un deficit di bilancio pari al 4,4% del pil lasciatogli dal precedente governo Berlusconi è stato tagliato a circa il 2%. Il trend ascendente del debito pubblico è stato invertito. Benché la crescita sia stata fiacca, la disoccupazione è al livello più basso degli ultimi 15 anni, sotto l’8%. Benché Berlusconi abbia portato un benvenuto grado di stabilità restando in carica per l’intera legislatura, quello è stato l’unico risultato conseguito. Il suo governo non riuscì a realizzare alcuna rilevante riforma economica e permise alle finanze pubbliche di deteriorarsi gravemente. La sua agenda fu dominata dai suoi interessi personali e sfruttò il controllo del suo impero mediatico. Il suo comportamento erratico gli alienò la maggior parte dei partner europei”

Altro viene aggiunto, ieri, da Almunia:

Le definisce “politiche lodevoli da portare avanti”. Arriva dal commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia una sorta di riconoscimento per le politiche economiche del governo Prodi e un invito a continuare nel solco tracciato. Un governo che, continua Almunia, “ha avuto grandissimo successo nel ridurre il deficit, controllare la spesa pubblica e affrontare il debito”.
Il commissario, presentando la valutazione del programma di stabilità italiano, annunciato che “l’Italia, una volta che saranno notificati ad aprile i dati sul deficit del 2007 e una volta che avremo le previsioni del 2008 a maggio, con altissima probabilità vedrà abrogata la procedura per deficit eccessivo, aperta nei suoi confronti nel 2005″.
Dalla Commissione Ue, però, arriva un secco monito al nostro Paese. Nel rapporto sul programma di stabilità 2007-2011 si legge come “i progressi verso il suo obiettivo di medio termine del pareggio di bilancio debbano essere più ambiziosi”, devono essere “raffrorzati per il 2008, sulla base dei positivi risultati del 2007″. Sottolineando, infine, come “nel 2008 il bilancio strutturale rischi di deteriorarsi sostanzialmente”, visto che “l’andamento dell’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine appare inadeguato”.
L’Italia, dunque, continua la Commissione Ue, pur riportando il suo deficit “ben al di sotto del 3% nel 2007″, resta tra i Paesi “a medio rischio sul fronte della sostenibilità di lungo periodo delle proprie finanze”. (da Repubblica.it)

Sabato 26 gennaio 2008 il presidente della regione Sicilia, Totò Cuffaro, si dimette.
Storia bizzarra. La sentenza di primo grado risale al 18 gennaio. Cuffaro è condannato a 5 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. In un paese serio, già all’inizio del processo, l’imputato si sarebbe dimesso, o di sua spontanea volontà o sotto invito dei vertici del suo partito (in questo caso l’UDC). Ma in Italia questo non è successo.
Il 18 Ottobre 2007 Cuffaro disse, alla trasmissione “Otto e mezzo” su La7, la seguente:

La Sicilia non merita di avere un presidente della Regione condannato. Credo che il mio ruolo istituzionale mi imponga di dimettermi e di lasciare la politica. Subito, dopo la sentenza di primo grado, senza aspettare il verdetto della Cassazione: un’eventuale condanna vale da subito, dovrei continuare a fare il presidente della Regione da condannato e credo che la Sicilia meriti rispetto così come lo merita la magistratura anche se avrei preferito che anche la Procura avesse rispetto nei miei confronti

Buoni propositi.
Subito dopo la condanna, invece, ritratta:

Sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro

Ottimo. Il tutto condito da squisiti cannoli siculi, festeggiamenti e applausi.
Da qui l’indignazione di molti politici e non, ma non dell’UDC (eccetto Tabacci).
Per quanto questa situazione sia surreale, il colmo del ridicolo si raggiunge con le dimissioni. Il 26 gennaio Cuffaro finalmente si dimette. E i commenti sono a sinistra “dimissioni giuste ma tardive”, a destra “grande senso di responsabilità”. Bum!
Fortunatamente c’è qualcuno che si informa sui fatti e dice la verità. Antonio Di Pietro (IdV) dice:

Non si dimette per scelta personale e senso di responsabilità, bensì per evitare un provvedimento che lo avrebbe obbligato a rassegnarle. Cuffaro anticipa una decisione dettata dall’ordinamento vigente, come ho ampiamente argomentato nella lettera che inviai giorni fa al presidente Prodi e ai ministri Lanzillotta e Amato. Le dimissioni di Cuffaro, quindi sono ben altro che un atto etico e morale. La grave condanna riportata e le motivazioni della sentenza non lasciano dubbi: le dimissioni erano e sono l’unica strada da prendere.

Finalmente! Nella sentenza si parla di interdizione dai pubblici uffici. Una norma della legge 55 del 1990, inoltre, stabilisce la rimozione dei consiglieri regionali qualora venissero condannati. Facciamo un altro passo indietro che conferma le parole di Di Pietro. Dispaccio ANSA battuto poche ore prima delle dimissioni di Cuffaro: “Sono tutti concordi sulla sospensione del governatore della Sicilia Cuffaro i pareri degli uffici legislativi dei ministeri. Gli uffici legislativi di Affari Regionali,Interni e Palazzo Chigi,al termine del primo ‘giro’ di confronto, hanno giudicato sufficienti gli elementi contenuti nella sentenza di condanna per decidere la sua sospensione dal consigliere regionale, e quindi da presidente della Regione. Per la stesura del parere definitivo si attenderebbe un ulteriore confronto”.
Cuffaro, appena saputa la fine che lo attendeva, ha solo giocato di anticipo, altro che dimissioni responsabili. Ma i media la verità non l’hanno affatto spiegata.
Presto si andrà a nuove elezioni. Nel mentre il nome del sostituto più quotato è quello di Raffaele Lombardo (Mpa). Ovviamente si cambia sempre in meglio. Passando da uno recentemente condannato a uno che invece è già stato arrestato due volte. Nel mentre il buon Totò si prepara per il prossimo Senato, sempre nelle fila dell’UDC.

Poteva mancare un articolo sulla crisi di governo che riempie i giornali, da un po’ di giorni a questa parte?? Sì. Avrebbe potuto, ma non ha voluto. La crisi di un governo che ha visto nel corso di due anni un certo calo di consensi, figlio di una propaganda ad hoc e dei tanti soliti errori. Il punto forte della propaganda ad hoc è l’aumento delle tasse. Questo fa leva, non tanto sull’effettivo peso dell’aumento della pressione fiscale, quanto sulla palpabile diminuizione del potere d’acquisto. Se solo il popolo fosse lucido nel suo pensiero e non si facesse influenzare a mo’ di branco di pecore, dovrebbe asserire che la diminuizione di potere d’acquisto non sta nel recente rincaro della tasse quanto nello spropositato aumento dei prezzi. L’aumento dei prezzi è indubbiamente figlio illegittimo del passaggio all’euro. L’euro è diventato moneta italica nel 2002, in pieno governo Berlusconi. Quest’ultimo è stato, per quanto forse egli non ricorda, euro-filo convinto prima del passaggio, affermando che l’euro avrebbe dato stabilità, e con lui era tutta la destra, Lega compresa. Ma oggi costoro sono diventati euro-fobi, dando colpa alla moneta euro, e solo ad essa, del rincaro dei prezzi. Siamo sinceri, chi vogliono prendere in giro?? Gli italiani. E a vedere i consensi che ancora riscuotono questi tizi ci sono pure riusciti. In nessun paese europeo c’è stata l’inflazione reale (non quella del paniere fasullo) che c’è stata in Italia. Questo perchè chi governava non ha effettuato nessun controllo sulla corsa ai rincari. Solo a chi ci governava toccava controllare, ma non l’ha fatto. Quindi: grazie per essere stati 5 anni al governo per rubare, per aver fatto leggi salva-imputato, per aver aumentato il precariato, per aver aumentato il debito, per aver fatto tutto fuorchè l’interesse del paese. Grazie.

E’ di questi giorni un rapporto francese che cita anche l’Italia targata Prodi come esempio da seguire, eccone uno stralcio: “dopo cinque anni di atonia (calo della crescita da 1,8% nel 2001 a 0,1 % nel 2005) l’economia italiana conosce una ripresa con il 2% di crescita nel 2006 e previsioni attorno al 2% nel 2007 […] Un insieme di indicatori conferma il ritorno dell’Italia in seno all’Unione europea: ripesa dell’attività industriale; progresso delle esportazioni; calo del tasso di disoccupazione; deficit pubblico tornato al 2,6%” (dal 2001 al 2005 era al governo il Cavaliere, ndr).
Il governo caduto non era bello. Non lo era. Ma la morte lo ha reso bello. Bello perchè è stato piegato da gente come Dini e Mastella. Gente che ora confluirà nella destra per il futuro governo. Sia chiaro: se certa gente abbandona il governo è un vanto, non un demerito. Dini ha affermato che è ora che inizi una nuova stagione politica. Geniale. Ma la nuova stagione politica è fatta dai vari Berlusconi, Casini, Fini, Mastella, Dini e compagnia brutta. Scusate, ma dove sta il nuovo?? Mastella ha invece abbandonato, grazie alle sicure promesse di future cariche nel futuro governo. Un uomo che è stato applaudito. E’ stato applaudito perchè inquisito per una lista di reati da far impallidire anche Cuffaro. Sì Cuffaro, quello dell’UDC, quello che non abbandona mai e gioisce perchè giudicato colpevole con pena pari a 5 anni. E la gente ancora li vota, dimostrando in modo empirico che nell’universo l’elemento più abbondante è la stupidità.
E così ci aspetta un nuovo governo coi soliti pregiudicati. Fra i tanti ci si dovrà risorbire il Bossi nazionale. Quello che parla di Roma ladrona, quando lui in 5 anni di governo è riuscito a dare lavoro a parenti e parentini. Quello che ai tempi della maxitangente Enimont di Raul Gardini risultò colpevole per avere intascato parte della stessa, era il 1991. Certo, meglio Pontida ladrona che Roma ladrona.

A meno di miracoli, di apparizioni di Apicella sulla sua chitarra alata, di rivoluzioni armate (non come la buffonata prospettata dal leghista), questo è il futuro che ci aspetta.

prE’ notizia di questi giorni la prevista contestazione al poco amatissimo papa Ratzinger. E via tutti i giornali a scrivere in prima pagina di questa importantissima notizia, che poi così importante non è. E via Radio Vaticana e politicanti/politicucci annessi a parlare di censura.
L’origine della contestazione è l’oscurantismo del pontefice e il presunto giudizio favorevole, di quest’ultimo, al processo Galilei. Giudizio presunto perchè, a quanto si dice, questo giudizio non vi è stato. O forse magari vi è stato, ma è stato ritrattato o meglio abiurato, in stile galileiano. Ma d’altronde è uso comune la ritrattazione di quanto si dice: basta vedere l’articolo precedente su Berlusconi, per averne un esempio. Sì, perchè, in realtà, il ricatto sulla legge elettorale a meno della legge Gentiloni è stato ritrattato, così come il kapò dato all’europarlamentare Schulz e la cultura islamica inferiore a quella occidentale. L’arte della ritrattazione è ormai pratica comune, che consente a gente, che dovrebbe ragionare prima di parlare, di parlare senza ragionare e poi salvarsi con un “No, non volevo!” o “No, le mie parole sono state strumentalizzate!”. L’Italietta delle retromarce, in cui il pontefice si è innestato a meraviglia, considerate anche altre sue uscite: l’ultima quella su Roma. Sia chiaro: per quale motivo docenti e alunni dell’università La Sapienza non dovrebbero chiedere a quell’uomo di non intervenire?? per quale motivo docenti e alunni non dovrebbero avere il diritto di contestare? Forse che siamo uno stato laico a convenienza di chi conviene? La contestazione di personaggi pubblici non è cosa nuova all’occhio umano. Sono stati contestati in passato presidenti della repubblica, presidenti del consiglio dei ministri e via dicendo. Per quale motivo il pontefice dovrebbe essere tutelato dalla contestazione? E’ forse utile a pontificare, tirare i sassi e ritirare il braccio, come tutti, ma poi sfuggire alle contestazioni?
Forse il papa non è uomo ma divinità?? E ammesso e non concesso che sia divinità, le divinità sono incontestabili?? Inoltre il pontefice, oltre a essere infallibile, è anche incontestabile??
Certa gente dovrebbe imparare ad assumersi con umiltà le proprie responsabilità, umiltà che evidentemente sono bravi a predicare ma poco avvezzi ad applicare.
Si alza il coro di opinionisti. Viviamo l’era dell’opinionismo, in cui i fatti sono andati a farsi benedire. I giornali e le tv vivono di opinioni. Vi è un accadimento, ed ecco il piccolo giornalista col suo microfono che intervista chiunque e ovunque, anche se quel chiunque non ha competenze per giudicare ed è estraneo al discorso. Quindi quella nuvoletta di soliti noti si addensa attorno al microfono, quei politicucci, di destra o sinistra che siano, che si schierano da un lato o dall’altro perchè fa comodo, perchè così non fa male. Tutti cattolici convinti per qualche minuto, perchè non sia mai inimicarsi lo stato pontificio e i cattolici veramente convinti. Sono tutti voti quelli, mica quisquilie. E infine Radio Vaticana. Radio che?? Sì Radio Vaticana: quella che se alzi il citofono a Roma la senti senza bisogno di aver la radio. Ma poi come si chiuse la questione del processo a Radio Vaticana?? Beh colpire i potenti è sempre difficile, perchè se la legge non c’è e serve, la fanno, se la legge non c’è e non serve, non la fanno. Ricadiamo nel secondo caso. Il processo a Radio Vaticana si chiuse in silenzio con una assoluzione, dopo la condanna nel grado precedente di giudizio. Ma non assoluzione perchè il fatto non sussiste, ma perchè «Il fatto contestato non è previsto dalla legge italiana come reato». Pensassero magari alla salute dei loro fedeli immersi nell’elettrosmog, invece di fare certi interventi.

Ieri sera una notizia deve aver, in qualche modo, stimolato la mente di chi ragiona. Oggi Repubblica.it titola cosi:

Riforma elettorale, stop di Berlusconi. “Non dialogo con chi vuole la legge tv”

Questo è eccezionale. Questo può succedere solo in Italia. Solo in Italia ci può essere un politico pregiudicato che dice “tratto solo a condizione che nessuno tocchi la mia proprietà privata”. E l’assurdo si raggiunge quando milioni di persone danno il voto a chi durante i suoi governi ha dimostrato di interessarsi solo alla cosa propria (basta solo pensare alle leggi Cirami ed ex-Cirielli, per salvare i vari processi) e non alla cosa pubblica.
Sa molto di scambio di figurine fra bimbi. Ma purtroppo non sono figurine. La gente dovrebbe imparare a capire che la situazione è grave. La sinistra può non piacere. Non piace neanche a me, affatto. Ma come si può votare chi esplicitamente, a parole e fatti, ha fatto della politica italiana e dell’Italia in genere un mezzo per il suo arricchimento?

Lasciamo stare questa triste notizia, anche se non vedo grosse novità in aggiunta a quello che già tutti dovrebbero aver capito.
Parliamo di qualcosa di frivolo, che però rattrista me. Hugo Chavez. Su Corriere.it:

Scintilla tra Chavez e Naomi

Hugo Chavez è l’attuale presidente del Venezuela. Un presidente comunista. Un eroe dei nostri giorni, per i giovani comunisti. Colui che in parte ha già mostrato che c’è un comunismo possibile. Il Venezuela ha avuto un grande sviluppo da quando Chavez è al potere, stipulando patti importanti con paesi esteri come la Cina e applicando all’interno il comunismo che serve al popolo. Ora esce la notizia sulla sua relazione con la Campbell. Per carità nulla di male, anzi Hughetto ha anche gusto. Però sinceramente da una persona come lui, queste uscite gossip alla Sarkozy, mi deludono. Spero sia solo la classica notiziuola di una stampa sempre pronta a trattare argomenti leggeri ed inutili per intorpidire le coscienze umane. Ma a dir il vero, vedere il nome di Chavez associato a quello di uno come Sarkozy, sulla stampa mondiale, mi rattrista. Dai Hugo non voglio che la gente parli di te o, peggio ancora, si ricordi di te per una relazione con una modella.