Potremmo parlare male dell’enciclica ma non voglio farlo, non voglio perdere del tempo a criticare testi scritti da gente che veste in modo bizzarro e la domenica parla da un pulpito dando, alla massa di fedeli, le sue regole comportamentali. Una bella enciclica in cui si criticano rivoluzione proletaria e illuminismo. Si critica la rivoluzione proletaria che ha messo in luce i diritti e le rivendicazioni del proletariato, si critica l’illuminismo senza il quale saremmo ancora tutti, dietro a un papa, a dare la caccia alle streghe. Una meravigliosa enciclica in cui si fa un “piccolo” passo indietro sulla novella del giudizio universale: i peccati non verranno cancellati, ma ognuno pagherà in base alle sue responsabilità. Inferno e Purgatorio esistono. Questo fa un po’ ridere, non tanto per il fatto di credere ancora alla vita nell’aldilà, ma soprattutto perchè sostituisce abbondantemente il prete a Dio. Il prete può, con la confessione, epurare dai peccati e fare arrivare l’uomo all’appuntamento con Dio candido e puro. Tramite la confessione, che altro non è che una appropriazione impropria e un giudizio incoerente dei fatti altrui, il prete assolve mafiosi, pluripregiudicati ma non perdona chi divorzia da un marito violento. Quindi se avete peccati, riversateli al vostro parroco e non sperate di risolvere il tutto quando incontrerete Dio nell’aldilà. Si potrebbe parlare male di questa enciclica scritta da gente che per abbellire piazza s.Pietro, per la festa del dio Sole (cioè il natale), ha fatto segare un albero di 200 anni, in barba a s.Francesco, a madre natura e a grande puffo.
Bene. Potremmo parlare male dell’enciclica ma ci sarebbe troppo da dire e non ne vale veramente la pena. Meglio dedicarsi a qualcosa che avvicina veramente a Dio. Ho già citato Frank Zappa in articoli precedenti. Frank Zappa è stato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: ha composto musica classica, jazz, r&b, rock. Americano di nascita ma libero nel pensiero è vissuto dal 1940 al 1993, anno in cui è morto per un tumore. Fra i brani strumentali che più apprezzo di lui è certamente “Watermelon in Easter Hay”. Questo pezzo è grandioso, forse il meglio che sia stato generato da essere umano, e spiega molte più cose di una ridicola enciclica. Girando su youtube, ho trovato una cover di questo brano, suonata da Shawn Lane. Shawn Lane nasce nel 1960 e muore nel 2003, malato di psoriasi e abbandonato al suo destino dall’ottimo sistema sanitario americano. Shawn Lane è stato uno dei più grandi chitarristi fusion dello scorso secolo, anche se è sconosciuto ai più. Questo video è alquanto significativo. Siamo in un bar. Shawn prende la sua chitarra, solo la sua chitarra, mentre tutta la gente attorno fa un gran vociare. Lì in un angolo, solo, si appresta a suonare un capolavoro. La gente parla, perchè non sa, perchè non capisce. Poi man mano che Shawn suona, le ultime voci tacciono in parte e alla fine tutti applaudono alla rivisitazione di un capolavoro da parte di un vero artista. Sempre su youtube si possono trovare altre versioni dello stesso brano suonate da Zappa stesso.
Comunque ora è giusto che taccia pure io, e che faccia parlare Shawn.
