Dicembre 2007


Si è parlato molto del G8 di Genova anno 2001. Si è parlato molto dei black block, dei manifestanti. Si è parlato anche della scuola Diaz, e a molti, ma purtroppo pochi, è sorto il dubbio che quello che accadde quella notte fu tortura, squadrismo, schifo.
Alcuni mesi fa, lessi un report di J.Ziegler, relatore all’Onu per il diritto all’alimentazione. Ne riporto qui qualche stralcio.

Venerdì 20 luglio, varie manifestazioni sfilano per Genova. Alle 17.30 Carlo Giuliani viene ucciso da un colpo sparato da un carabiniere. La stessa notte, per ordine di Claudio Scajola, ministro degli Interni del governo Berlusconi, squadre speciali attaccano la scuola Diaz, sede del Genoa Social Forum (raggruppamento autorizzato dal governo). I locali vengono devastati e molti manifestanti arrestati. La maggior parte viene insultata e picchiata. Molti vengono condotti nella caserma di polizia di Bolzaneto dove vengono sbattuti a terra e calpestati, mentre molti altri in ginocchio, sotto minaccia, sono costretti a cantare questa vergognosa canzone:

Un, due, tre
Viva Pinochet
Quattro, cinque, sei
A morte gli ebrei.
Sette, otto, nove
Il negretto non commuove.

I detenuti non erano solo italiani, ma di tutte le parti del mondo, e facenti capo a vari movimenti quali ATTAC, Greenpeace, Amnesty International.
Un ragazzo francese, frustato e torturato, ha raccontato le parole del suo torturatore: “Sei una merda francese…Voglio che tu soffra”.
Simili testimonianze arrivano da alcune appartenenti al gruppo non violento Pink (studentesse dell’Università di Paris-Jussieu). Molte di loro sono state prese a manganellate gratuite per strada, portate in ambulanza all’ospedale Galliera e lì interrogate da alcuni poliziotti. Una ragazza, in preda a forti dolori, aveva chiesto cure, ma il medico rivolgendosi all’infermiera aveva risposto: “Non datele nulla finchè non comincerà a vedere doppio, a vomitare e a trascinarsi per terra”. Un ragazzo dello stesso gruppo racconta: “Hanno confiscato i miei effetti personali. Mi hanno portato in un edificio con quattro celle, con diversi ragazzi allineati contro il muro. Nell’ultima vi erano una quindicina di persone con fronte e mani appoggiate contro il muro e piedi un po’ più indietro, e con il divieto di muoversi. Sono rimasto in questa posizione per cinque ore. Colpivano ripetutamente sulle ferite in modo da non aggiungerne di nuove, oltre quelle constatate in ospedale. Ci picchiavano la testa contro il muro. Ho chiesto un avvocato e in risposta ho avuto altre botte”.
L’avvocato di parte civile, Dario Rossi, narra pure di suoi clienti rimasti in piedi per più di ore, di insulti, di stupri e di torture.

Tutta questa violenza è stata gratuita, verso gente che manifestava in modo non violento (in più hanno testimoniato che i poliziotti evitavano gli scontri con le frange violente per poi picchiare i gruppi non violenti).
C’è poco da aggiungere su certa gente che sfoga la sua frustazione sociale e sessuale su gente inerme.

shPotremmo parlare male dell’enciclica ma non voglio farlo, non voglio perdere del tempo a criticare testi scritti da gente che veste in modo bizzarro e la domenica parla da un pulpito dando, alla massa di fedeli, le sue regole comportamentali. Una bella enciclica in cui si criticano rivoluzione proletaria e illuminismo. Si critica la rivoluzione proletaria che ha messo in luce i diritti e le rivendicazioni del proletariato, si critica l’illuminismo senza il quale saremmo ancora tutti, dietro a un papa, a dare la caccia alle streghe. Una meravigliosa enciclica in cui si fa un “piccolo” passo indietro sulla novella del giudizio universale: i peccati non verranno cancellati, ma ognuno pagherà in base alle sue responsabilità. Inferno e Purgatorio esistono. Questo fa un po’ ridere, non tanto per il fatto di credere ancora alla vita nell’aldilà, ma soprattutto perchè sostituisce abbondantemente il prete a Dio. Il prete può, con la confessione, epurare dai peccati e fare arrivare l’uomo all’appuntamento con Dio candido e puro. Tramite la confessione, che altro non è che una appropriazione impropria e un giudizio incoerente dei fatti altrui, il prete assolve mafiosi, pluripregiudicati ma non perdona chi divorzia da un marito violento. Quindi se avete peccati, riversateli al vostro parroco e non sperate di risolvere il tutto quando incontrerete Dio nell’aldilà. Si potrebbe parlare male di questa enciclica scritta da gente che per abbellire piazza s.Pietro, per la festa del dio Sole (cioè il natale), ha fatto segare un albero di 200 anni, in barba a s.Francesco, a madre natura e a grande puffo.

Bene. Potremmo parlare male dell’enciclica ma ci sarebbe troppo da dire e non ne vale veramente la pena. Meglio dedicarsi a qualcosa che avvicina veramente a Dio. Ho già citato Frank Zappa in articoli precedenti. Frank Zappa è stato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: ha composto musica classica, jazz, r&b, rock. Americano di nascita ma libero nel pensiero è vissuto dal 1940 al 1993, anno in cui è morto per un tumore. Fra i brani strumentali che più apprezzo di lui è certamente “Watermelon in Easter Hay”. Questo pezzo è grandioso, forse il meglio che sia stato generato da essere umano, e spiega molte più cose di una ridicola enciclica. Girando su youtube, ho trovato una cover di questo brano, suonata da Shawn Lane. Shawn Lane nasce nel 1960 e muore nel 2003, malato di psoriasi e abbandonato al suo destino dall’ottimo sistema sanitario americano. Shawn Lane è stato uno dei più grandi chitarristi fusion dello scorso secolo, anche se è sconosciuto ai più. Questo video è alquanto significativo. Siamo in un bar. Shawn prende la sua chitarra, solo la sua chitarra, mentre tutta la gente attorno fa un gran vociare. Lì in un angolo, solo, si appresta a suonare un capolavoro. La gente parla, perchè non sa, perchè non capisce. Poi man mano che Shawn suona, le ultime voci tacciono in parte e alla fine tutti applaudono alla rivisitazione di un capolavoro da parte di un vero artista. Sempre su youtube si possono trovare altre versioni dello stesso brano suonate da Zappa stesso.
Comunque ora è giusto che taccia pure io, e che faccia parlare Shawn.