marxLa storia post-bellica del comunismo italiano è piuttosto anomala. Sembra incredibile che il movimento che rappresentava la maggioranza degli italiani dopo la caduta del fascismo, oggi sia un movimento di minoranza. Sembra assurdo che coloro che un tempo erano eroi, fautori della liberazione d’Italia, oggi vengano considerati “bastardi”.
Cosa è stato a cambiare? Come è possibile assistere oggi, quasi a un’equiparazione fra fascismo italiano e comunismo italiano? Com’è possibile che oggi capita più spesso di sentire espressioni come “comunista di mer*a” che non “fascista di mer*a”?

In questo articolo vedremo di analizzare le tattiche attuate dalle forze di destra e dagli statunitensi per denigrare e combattere i comunisti, tornando all’epoca post-bellica.
Il primo problema degli USA, alla fine della seconda guerra mondiale, fu quello di eliminare la resistenza antifascista, insediando al potere organizzazioni, più o meno fasciste, oltre che in Italia, in Grecia, Thailandia, ecc. Riuscirono così a sventare la possibilità che molti paesi avessero una democrazia popolare, non controllabile dall’impero americano, intervenendo, in particolare, sui sindacati.
In Italia l’intervento americano prese forma nel 1948 quando riuscirono a interferire nelle prime elezioni della Repubblica. Gli USA non potevano accettare, in una loro colonia, il governo di gente con priorità diverse dalle loro: non potevano accettare un governo antifascista. Arrivarono al punto di sponsorizzare un colpo di stato militare alla fine degli anni sessanta, al fine di tenere fuori dal governo i comunisti (cioè i partiti operai). L’Italia è stata bersaglio della CIA, di certo, fino al 1975, anno fino al quale arriva la documentazione resa disponibile, basta andare a leggere il rapporto della commissione Pike della Camera. Una storia molto simile si è verificata in Francia. George Kennan, membro del Dipartimento di Stato americano, nel 1946 scrisse: “dobbiamo murare la Germania Ovest dalla zona orientale, affinchè non si sviluppi un movimento comunista tedesco troppo forte”. Ovviamente un movimento socialdemocratico in un paese vasto e importante come la Germania o il Giappone non poteva essere tollerato.
Tornando alla resistenza italiana: si era dimostrata molto forte, in grado di liberare, praticamente da sola, l’Italia del Nord e capace di tenere bloccate sette divisioni tedesche: il movimento operaio godeva di un forte appoggio popolare. Quando gli eserciti americano e britannico arrivarono al Nord, furono costretti a rovesciare il governo che era già stato insediato dalla resistenza in quelle regioni e a sabotare i numerosi progressi fatti verso il controllo operaio delle industrie. Così furono reinsediati i vecchi “legittimi padroni che erano stati destituiti arbitrariamente” e sabotate le procedure democratiche, visto che le elezioni sarebbero state vinte dalla resistenza: si doveva evitare che vincesse la democrazia, quella che gli USA chiamavano comunismo. In Grecia fu ancora peggio: per eliminare la resistenza antinazista fu necessaria una guerra con 160000 morti; simile sorte in Corea, prima dell’inizio della vera guerra di Corea, con 100000 vittime.
In Italia furono utilizzate varie forme di sovversione, dalle leggi massoniche di estrema destra a gruppi paramilitari terroristici: fu reintrodotta la polizia fascista e l’economia fu messa in ginocchio. Il primo memorandum del Consiglio di sicurezza nazionale, NSC 1, parla dell’Italia e delle elezioni italiane e afferma che se i comunisti avessero preso il potere, con le elezioni, in maniera legittima e democratica, gli Stati Uniti avrebbero dovuto dichiarare l’emergenza nazionale: la Sesta flotta nel Mediterraneo doveva essere messa in stato d’allerta e si dovevano avviare attività sovversive, allo scopo di rovesciare il governo, e piani di contingenza, in vista di un intervento militare diretto. Sempre George Kennan riteneva che l’Italia doveva essere invasa prima delle elezioni, in modo da evitare a priori problemi, ma poi fu portato alla ragione dai suoi colleghi e si preferì usare mezzi meno evidenti.
Un altro merito dell’intervento americano fu la resuscitazione della mafia, come mezzo per combattere per gli scioperi. In cambio di questi favori, fu consentito nuovamente, alla mafia, di gestire il narcotraffico: l’esempio più famoso fu la “French Connection” in Francia. Infine molti fascisti e nazisti furono impiegati per svolgere vari compiti in giro per il mondo: Walter Rauff, inventore della camera a gas, fu portato in Cile clandestinamente per organizzare il movimento antiinsurrezionalista; Reinhard Gehlen, capo dei servizi segreti, fu assunto dai servizi segreti americani; Klaus Barbie, il macellaio di Lione, continuò come spia in Francia per poi finire in America Latina.
A queste pratiche, bisogna aggiungere il condizionamento psicologico compiuto dai media che non hanno fatto altro che aumentare lo “spauracchio comunista” (spauracchio che oggi è stato sostituito da quello terrorista). Queste false paure innestate nella gente hanno creato un sentimento popolare infondato e sbagliato, basato solo su stupidissimi luoghi comuni, su cui ancora oggi fanno leva, purtroppo con successo, alcuni politicanti.