Diceva Frank Zappa:
Alcuni scienziati affermano che l’idrogeno, poiché sembra essere ovunque, è la sostanza basilare dell’universo; non sono d’accordo. Io dico che c’è molta più stupidità che idrogeno, e che quella è la vera sostanza costitutiva dell’universo.
Partiamo da questo postulato sulla natura e sulla mente umana per fare altre considerazioni.
Distinguiamo fra tre categorie “pensanti”: gli ideologisti del nulla, i falsi ideologisti e gli ideologisti puri.
Ideologisti del nulla
Questa è la categoria umana più numerosa. Il mondo è pieno di ideologisti del nulla. Questa è la gente che in assoluto si può meglio identificare nel postulato zappiano. Ma anche gente figlia del consumismo e della sua logica della semplicità. Di questo gruppo fan parte sia i “non ideologisti”, che in genere non pensano nulla di nulla, non hanno pensiero critico, sia gli “ideologisti della materia”. Gli “ideologisti della materia” si presentano in varie forme: ideologisti delle scarpe, ideologisti del vestiario, ideologisti delle automobili, ideologisti del tatuaggio, ideologisti della depilazione, ecc. Queste ideologie si presentano in percentuali diverse a seconda del sesso: in genere l’ideologia delle scarpe vede più rappresentanti in animali di sesso femminile, mentre l’ideologia delle automobili in animali di sesso maschile. Gli “ideologisti della materia” non si preoccupano di problemi etici, sociali, politici ma solo di problemi inerenti al loro status symbol, alla loro ricchezza, alla loro apparenza. Gusci appesantiti dall’abbondanza di oro ma alleggeriti dalla mancanza di peli superflui. Questi sono coloro i quali Frank Zappa chiamava Plastic People e in genere, ma non sempre, fanno parte della medio-alta borghesia, a differenza dei “non ideologisti” che sono una categoria trasversale.
Falsi ideologisti
Categoria alquanto subdola: ne è piena zeppa la classe politica italiana e estera. Questi sono l’incarnazione del bispensiero orwelliano.
Per quanto Orwell definisse il bispensiero in un contesto diverso, possiamo applicarlo con qualche adattamento. Il bispensiero (applicato, per Orwell, dai regimi totalitari) consiste nell’affermazione di un’idea e del suo esatto contrario.
Diceva Orwell:
“Dimenticare tutto quello che era necessario dimenticare, e quindi richiamarlo alla memoria nel momento in cui sarebbe stato necessario, e quindi dimenticarlo da capo: e soprattutto applicare lo stesso processo al processo stesso. Questa era l’ultima raffinatezza: assumere coscientemente l’incoscienza, e quindi da capo, divenire inconscio dell’azione ipnotica or ora compiuta. Anche per capire il significato della parola “bispensiero” bisognava mettere, appunto, in opera il medesimo.”
In questa categoria rientrano coloro che affermano di essere di sinistra e esprimono concetti di destra e viceversa, ma anche coloro che esprimono un qualsivoglia bispensiero su questioni politiche, morali, sociali. Alcuni esempi. Coloro che si ritengono cattolici ma poi sono a favore della pena di morte, coloro che si ritengono di sinistra ma poi fanno affermazioni xenofobe e razziste. Si possono fare molti altri esempi, come il caso dell’articolo precedente.
Ideologisti puri
Infine la categoria degli illusi delusi: coloro che sono ancora illusi che certe cose possano cambiare, che si possano realizzare utopie (di destra o sinistra che siano). Questi sono gli ideologisti frustrati dei nostri giorni e rappresentano una piccola minoranza. Per quanto, in prima istanza, si possa pensare un gran bene di questa categoria, c’è da dire che spesso resta ancorata sulla propria sotto-ideologia, giusta o sbagliata che sia, nella speranza di un futuro che non ci sarà mai. E il tutto finisce nella depressione del disincanto, qualora mai si arrivi a un disincanto. Infatti ci sono solo due vie per la fine dello strato mentale di un ideologista puro: o il disincanto o l’eterna illusione. Mentre il primo provoca un profondo senso di frustrazione e delusione, il secondo provoca un senso di non appagamento.
Indubbiamente è questa la condizione mentale più disgraziata per l’essere umano.