Lunedì, 5 Novembre 2007


12 ottobre 2007. Viene assegnato il nobel per la pace. Premio molto figo e che implica anche un discreto guadagno economico.
Per l’idea comune che possiamo avere noi comuni mortali, il nobel per la pace dovrebbe andare a “gente di pace”, gente che si batte ogni giorno (ma anche un giorno sì uno no) per la pace, per la sopravvivenza del prossimo, contro la guerra, ecc ecc.
Gran bel premio, fra tutti i nobel forse è quello che più mi piacerebbe ricevere.
Beh tornando a noi, 12 ottobre 2007, il nobel viene assegnato a mr. Al Gore (e all’Ipcc) per l’impegno ambientale. Chi era Al Gore? Al Gore è stato vicepresidente durante l’amministrazione Clinton. Indubbiamente quello è stato il periodo in cui Al Gore ha gestito una grossa fetta di potere a livello mondiale. Beh non ci resta che analizzare tutte le azioni per promuovere la pace dell’amministrazione Clinton.
Bill Clinton è stato dopo Reagan e la “sconfitta”(che poi fu una vittoria, questo lo spiegherò in qualche post futuro) in Vietnam e la fine della guerra fredda, il primo presidente a fare una corsa al riarmo e iniziare un elevatissimo numero di guerre.

“Promozione della pace in Kosovo”

A quell’amministrazione dobbiamo perle di saggezza quali: “vi è una profonda spaccatura fra un Nuovo Mondo (gli USA) idealisticamente teso a mettere fine alle barbarie e un Vecchio Mondo fatalisticamente teso al conflitto infinito(il resto)”. Ideologia da non fare invidia al Mein Kampf di Hitler. La Nato (Usa e cani al guinzaglio) bombardò la Serbia nel 1999. Milosevic, tiranno sanguinario, viene processato dal Tribunale di Jugoslavia solo per i crimini commessi in Kosovo. Tutti eventi successivi (ripeto, successivi!) al bombardamento Nato. Crimini tra l’altro previsti e voluti dalla strategia dell’amministrazione Clinton-Gore (basta leggersi le memorie del generale Clark). Infatti in caso di emergenza nazionale (come nel caso di un bombardamento) era prevista l’espulsione della minoranza kosovara, ma queste politiche di emergenza vi sono anche in paesi “illuminati” occidentali. Vista l’ambiguità di questi capi di imputazione fu aggiunto il genocidio di Srebrenica(Bosnia). Peccato che, come dimostrato da una commissione di inchiesta del governo olandese, Milosevic non centrava una beata fava con quel massacro. D’altronde il motto del santo esercito della Nato era: “tutto quello che vola contro tutto quello che si muove”. Guerra creata ad hoc (come quella in Iraq, ma di cui in pochi si indignano…) solo per: “riaffermare il dominio americano in Europa e dare credibilità alla Nato” (sempre parole del generale Clark).

“Promozione della pace a Timor Est e Haiti”

Siamo a Timor Est, negli stessi anni della guerra in Kosovo, ma gli eccidi sono a un livello ancora superiore. E vengono perpretati dall’esercito indonesiano sotto la guida degli Usa di Clinton e Al Gore.
Ad Haiti l’attacco militare dell’amministrazione Clinton, che prima depose il presidente eletto, instaurò un regime militare e infine rifiutò le sanzioni dell’Onu al regime: il tutto costellato dalla morte di migliaia di haitiani.

“Promozione della pace in Palestina”

Partiamo con una asserzione: Arafat per molti occidentali era un cattivo. D’altronde i cattivi son sempre gli altri, non siamo mai “noi”. Vediamo di spiegare meglio cosa accadde in Palestina durante l’era Clinton.
Nel 2000, Arafat respinge gli accordi di Campi David, proposti da Clinton e Barak. I magnanimi accordi di Campi David. Ma chi mai avrebbe potuto accettare gli accordi di Camp David?
Allora per dimostrare ciò consideriamo una mappa ormai facilmente reperibile, che però non comparve sui quotidiani occidentali dell’epoca.

Premesso che la Cisgiordania è storicamente e demograficamente territorio palestinese, analizziamo la situazione. Da fonti israeliane (gli storici Pundak e Arieli) sappiamo che Barak aveva deciso di lasciare a Israele il controllo del 13% della Cisgiordania. La proposta Clinton-Barak prevedeva inoltre la presenza di tre cantoni israeliani che si addentravano nel territorio cisgiordano. Vi è una sporgenza(israeliana) che include Maaleh Adumim e che si estende dalla zona allargata di Gerusalemme fino a Gerico e alla zona di sicurezza controllata da Israele. Questa spacca in due il territorio palestinese. Questa stessa sporgenza circonda e isola Ramallah, una delle principali città palestinesi. Inoltre la striscia che penetra fino a Ariel e Shiloh crea 3 zone palestinesi isolate. Così le principali città palestinesi (Betlemme, Ramallah e Nablus) sono separate.
I negoziati di Camp David falliscono e Clinton riconobbe la fondatezza delle obiezioni di Arafat, come dimostrano i parametri del dicembre 2000. A gennaio 2001 Clinton dirà che Barak e Arafat hanno accettato i nuovi parametri come base per un futuro accordo. Alla conferenza di Taba del 2001, Israele ridusse le sue richieste del 50%. Tuttavia questi negoziati furono interrotti da Barak, quando si era arrivati per la prima volta vicini a una vera pace. Barak si giustificò così: “Il motivo per cui ho abbandonato le trattative non fa differenza. Non stavamo andando da nessuna parte”, in verità a 10 giorni ci sarebbero state le elezioni a Israele. Lo storico Bregman ricorda inoltre che, tramite lui, Barak disse a Clinton che rifiutava i parametri e che non voleva firmare alcun accordo prima delle elezioni.
Quindi gli accordi di Camp David non sono accettabili. Accettarli significava smembrare una nazione. Avremmo mai accettato noi, su di noi, una soluzione del genere, su una terra nostra?
Infine Clinton ha posto un elevato numero di veti alle risoluzioni Onu contro Israele.
A occhio si potrebbe dire che Clinton ha spinto verso la pace in Medio Oriente, però da un’analisi approfondita è palese che fosse una pace a senso unico, in direzione del paese alleato.
Certo Al Gore non è Clinton … ma quando sei il braccio destro di una persona, in un certo modo ne sei complice, coprotagonista e condivisore.

“Promozione della pace tramite il riarmo e lo scudo spaziale”

Un’altra perla del periodo Clinton-Gore fu la necessità del famoso scudo spaziale (da mettere prevalentemente in Europa…ricorda un po’ Guantanamo a Cuba, su Guantanamo farò un post apposito): motivato dal fatto che gli USA hanno il diritto di ricorrere “all’uso unilaterale della forza militare per garantirsi libero accesso a mercati e fonti di energia” (parole dei Pentagon Papers).
Citiamo altre cose tratte da documenti dell’US Space Command (1997), del National Intelligence Council (2000) e dal Quadrienal Defense Review del Pentagono (1997).
Il comando di Clinton riferisce della necessità di “dominare la dimensione spaziale delle operazioni militari per proteggere gli interessi e gli investimenti degli Stati Uniti”, questo ottenuto tramite la “progettazione di armi d’attacco utilizzabili da basi spaziali dalle quali si possa avere una forza di precisione da, verso e attraverso lo spazio” e ciò è “necessario perchè la globalizzazione creerà sempre più differenze economiche e aumenterà la probabilità di ribellione”. Inoltre l’amministrazione e i suoi adepti sosteneva che “gli USA dovevano mostrarsi irrazionali e vendicativi se venissero toccati gli interessi vitali del loro paese”, questo anche tramite “armi nucleari che provocano una distruzione immediata e i cui effetti in pochi modi possono essere limitati”, inoltre le armi nucleari hanno anche il pregio di “gettare un’ombra su qualsiasi crisi o conflitto”.
Per non parlare infine della mancata messa in atto del trattato di non proliferazione nucleare, ma bensì di un aumento della produzione di armi nucleari (che poi il nucleare è anche dannoso per l’ambiente). L’amministrazione Clinton sull’argomento ha fatto una bella ritrattazione (inerente alle zone franche dal nucleare in Europa) che ha implicato la corsa al riarmo di altri paesi, quali Russia, Iran, India, Cina.

Che dire? Indubbiamente l’amministrazione Clinton è stata ben più pacifica dell’attuale amministrazione Bush. Tuttavia per i motivi sopra esposti nessuno può anche solo pensare che Clinton-Gore fu gente pacifista/pacifica. Gore ha un passato indubbiamente “americano” nei suoi rapporti con gli altri paesi del mondo. Ma forse è stato sbagliato pretendere che il nobel non fosse un premio politico?

Salve, non servono presentazioni da parte mia, visto che la mia persona non è il tema di questo blog. Vedi che palla sarebbe stato. Dal titolo del blog forse si capiscono le tematiche che verranno affrontate, man mano che ne avrò voglia e sarò in grado di dire qualcosa di interessante. Il titolo è parte di una frase di Jose Martì, che è la seguente: “Es la hora de los hornos Y solo hay que ver la luz” (Questa è l’ora dei braceri di cui si deve vedere solo la luce).
Il motivo della creazione di questo blog: avere un posto dove appuntare pensieri e indignazioni.

Chiedo venia in anticipo per tutti gli errori che saranno presenti nei post.
A presto per il primo vero post.