Novembre 2007


Leggendo la notizia che impazza in questi giorni sui giornali (produzione di jeans sponsorizzati da un rom), ho pensato fosse il caso di parlare di boicottaggio. Mentre la massa di stupidi, leggendo la parola rom, ne approfitta per uscite più o meno razziste, senza capire una beata fava della notizia, c’è una fascia di persone che pensa, in maniera indubbiamente più lucida, quanto possa essere immorale un imprenditore che, pur di guadagnare, sfrutti un fatto di cronaca. Ma se iniziassimo a pensare che la colpa è nostra??
Chiedere moralità a un imprenditore è come chiedere bignè in un ferramenta. Ma d’altronde, se l’imprenditore decide di affrontare questa spesa di produzione è perchè ritiene di guadagnarci, perchè ritiene che ci siano i coglioni che li compreranno, grazie agli schifosi mass-media che pubblicizzeranno.
Cosa bisogna fare? Boicottare. Non comprare roba creata per speculare su disgrazie. Così come non bisogna comprare certi libri scritti da madri colpevoli di omicidio.
Il consumatore dovrebbe anche boicottare certi prodotti di cultura e intrattenimento che ci propinano i mass-media. E’ inutile criticare certa tv, certe trasmissioni con troni, tronisti, trombatori, certi reality show. E’ inutile criticarli perchè la tv è un’azienda che offre quello che l’utente domanda. Se nessuno guardasse certa roba, boicottando la tv, certa roba scomparirebbe.
Ma il boicottaggio da parte del consumatore dovrebbe colpire anche le grandi multinazionali che sfruttano i popoli del terzo mondo. Come non accadeva negli anni sessanta-settanta quando molte femministe sfilavano con magliette con su scritto “Women Liberation” mentre quelle scritte venivano fatte sfruttando il lavoro di altre donne, che in paesi poveri erano tutt’altro che libere, ma costrette a lavorare in condizioni disumane per pochissimi spiccioli.
Così come bisogna boicottare multinazionali come McDonald’s che rivendono roba che spacciano per cibo: questo anche per la salvaguardia della nostra salute. A riguardo vi faccio vedere un video che mostra la bontà delle patatine McDonald’s, cioè quei bastoncini gialli secchi salati (d’altronde son migliaia di anni che si sa che l’ipersalatura consente la conservazione dei cibi).


Boicottiamoli!!

marxLa storia post-bellica del comunismo italiano è piuttosto anomala. Sembra incredibile che il movimento che rappresentava la maggioranza degli italiani dopo la caduta del fascismo, oggi sia un movimento di minoranza. Sembra assurdo che coloro che un tempo erano eroi, fautori della liberazione d’Italia, oggi vengano considerati “bastardi”.
Cosa è stato a cambiare? Come è possibile assistere oggi, quasi a un’equiparazione fra fascismo italiano e comunismo italiano? Com’è possibile che oggi capita più spesso di sentire espressioni come “comunista di mer*a” che non “fascista di mer*a”?

In questo articolo vedremo di analizzare le tattiche attuate dalle forze di destra e dagli statunitensi per denigrare e combattere i comunisti, tornando all’epoca post-bellica.
Il primo problema degli USA, alla fine della seconda guerra mondiale, fu quello di eliminare la resistenza antifascista, insediando al potere organizzazioni, più o meno fasciste, oltre che in Italia, in Grecia, Thailandia, ecc. Riuscirono così a sventare la possibilità che molti paesi avessero una democrazia popolare, non controllabile dall’impero americano, intervenendo, in particolare, sui sindacati.
In Italia l’intervento americano prese forma nel 1948 quando riuscirono a interferire nelle prime elezioni della Repubblica. Gli USA non potevano accettare, in una loro colonia, il governo di gente con priorità diverse dalle loro: non potevano accettare un governo antifascista. Arrivarono al punto di sponsorizzare un colpo di stato militare alla fine degli anni sessanta, al fine di tenere fuori dal governo i comunisti (cioè i partiti operai). L’Italia è stata bersaglio della CIA, di certo, fino al 1975, anno fino al quale arriva la documentazione resa disponibile, basta andare a leggere il rapporto della commissione Pike della Camera. Una storia molto simile si è verificata in Francia. George Kennan, membro del Dipartimento di Stato americano, nel 1946 scrisse: “dobbiamo murare la Germania Ovest dalla zona orientale, affinchè non si sviluppi un movimento comunista tedesco troppo forte”. Ovviamente un movimento socialdemocratico in un paese vasto e importante come la Germania o il Giappone non poteva essere tollerato.
Tornando alla resistenza italiana: si era dimostrata molto forte, in grado di liberare, praticamente da sola, l’Italia del Nord e capace di tenere bloccate sette divisioni tedesche: il movimento operaio godeva di un forte appoggio popolare. Quando gli eserciti americano e britannico arrivarono al Nord, furono costretti a rovesciare il governo che era già stato insediato dalla resistenza in quelle regioni e a sabotare i numerosi progressi fatti verso il controllo operaio delle industrie. Così furono reinsediati i vecchi “legittimi padroni che erano stati destituiti arbitrariamente” e sabotate le procedure democratiche, visto che le elezioni sarebbero state vinte dalla resistenza: si doveva evitare che vincesse la democrazia, quella che gli USA chiamavano comunismo. In Grecia fu ancora peggio: per eliminare la resistenza antinazista fu necessaria una guerra con 160000 morti; simile sorte in Corea, prima dell’inizio della vera guerra di Corea, con 100000 vittime.
In Italia furono utilizzate varie forme di sovversione, dalle leggi massoniche di estrema destra a gruppi paramilitari terroristici: fu reintrodotta la polizia fascista e l’economia fu messa in ginocchio. Il primo memorandum del Consiglio di sicurezza nazionale, NSC 1, parla dell’Italia e delle elezioni italiane e afferma che se i comunisti avessero preso il potere, con le elezioni, in maniera legittima e democratica, gli Stati Uniti avrebbero dovuto dichiarare l’emergenza nazionale: la Sesta flotta nel Mediterraneo doveva essere messa in stato d’allerta e si dovevano avviare attività sovversive, allo scopo di rovesciare il governo, e piani di contingenza, in vista di un intervento militare diretto. Sempre George Kennan riteneva che l’Italia doveva essere invasa prima delle elezioni, in modo da evitare a priori problemi, ma poi fu portato alla ragione dai suoi colleghi e si preferì usare mezzi meno evidenti.
Un altro merito dell’intervento americano fu la resuscitazione della mafia, come mezzo per combattere per gli scioperi. In cambio di questi favori, fu consentito nuovamente, alla mafia, di gestire il narcotraffico: l’esempio più famoso fu la “French Connection” in Francia. Infine molti fascisti e nazisti furono impiegati per svolgere vari compiti in giro per il mondo: Walter Rauff, inventore della camera a gas, fu portato in Cile clandestinamente per organizzare il movimento antiinsurrezionalista; Reinhard Gehlen, capo dei servizi segreti, fu assunto dai servizi segreti americani; Klaus Barbie, il macellaio di Lione, continuò come spia in Francia per poi finire in America Latina.
A queste pratiche, bisogna aggiungere il condizionamento psicologico compiuto dai media che non hanno fatto altro che aumentare lo “spauracchio comunista” (spauracchio che oggi è stato sostituito da quello terrorista). Queste false paure innestate nella gente hanno creato un sentimento popolare infondato e sbagliato, basato solo su stupidissimi luoghi comuni, su cui ancora oggi fanno leva, purtroppo con successo, alcuni politicanti.

fzDiceva Frank Zappa:

Alcuni scienziati affermano che l’idrogeno, poiché sembra essere ovunque, è la sostanza basilare dell’universo; non sono d’accordo. Io dico che c’è molta più stupidità che idrogeno, e che quella è la vera sostanza costitutiva dell’universo.

Partiamo da questo postulato sulla natura e sulla mente umana per fare altre considerazioni.
Distinguiamo fra tre categorie “pensanti”: gli ideologisti del nulla, i falsi ideologisti e gli ideologisti puri.

Ideologisti del nulla
Questa è la categoria umana più numerosa. Il mondo è pieno di ideologisti del nulla. Questa è la gente che in assoluto si può meglio identificare nel postulato zappiano. Ma anche gente figlia del consumismo e della sua logica della semplicità. Di questo gruppo fan parte sia i “non ideologisti”, che in genere non pensano nulla di nulla, non hanno pensiero critico, sia gli “ideologisti della materia”. Gli “ideologisti della materia” si presentano in varie forme: ideologisti delle scarpe, ideologisti del vestiario, ideologisti delle automobili, ideologisti del tatuaggio, ideologisti della depilazione, ecc. Queste ideologie si presentano in percentuali diverse a seconda del sesso: in genere l’ideologia delle scarpe vede più rappresentanti in animali di sesso femminile, mentre l’ideologia delle automobili in animali di sesso maschile. Gli “ideologisti della materia” non si preoccupano di problemi etici, sociali, politici ma solo di problemi inerenti al loro status symbol, alla loro ricchezza, alla loro apparenza. Gusci appesantiti dall’abbondanza di oro ma alleggeriti dalla mancanza di peli superflui. Questi sono coloro i quali Frank Zappa chiamava Plastic People e in genere, ma non sempre, fanno parte della medio-alta borghesia, a differenza dei “non ideologisti” che sono una categoria trasversale.

Falsi ideologisti
Categoria alquanto subdola: ne è piena zeppa la classe politica italiana e estera. Questi sono l’incarnazione del bispensiero orwelliano.
Per quanto Orwell definisse il bispensiero in un contesto diverso, possiamo applicarlo con qualche adattamento. Il bispensiero (applicato, per Orwell, dai regimi totalitari) consiste nell’affermazione di un’idea e del suo esatto contrario.
Diceva Orwell:

“Dimenticare tutto quello che era necessario dimenticare, e quindi richiamarlo alla memoria nel momento in cui sarebbe stato necessario, e quindi dimenticarlo da capo: e soprattutto applicare lo stesso processo al processo stesso. Questa era l’ultima raffinatezza: assumere coscientemente l’incoscienza, e quindi da capo, divenire inconscio dell’azione ipnotica or ora compiuta. Anche per capire il significato della parola “bispensiero” bisognava mettere, appunto, in opera il medesimo.”

In questa categoria rientrano coloro che affermano di essere di sinistra e esprimono concetti di destra e viceversa, ma anche coloro che esprimono un qualsivoglia bispensiero su questioni politiche, morali, sociali. Alcuni esempi. Coloro che si ritengono cattolici ma poi sono a favore della pena di morte, coloro che si ritengono di sinistra ma poi fanno affermazioni xenofobe e razziste. Si possono fare molti altri esempi, come il caso dell’articolo precedente.

Ideologisti puri
Infine la categoria degli illusi delusi: coloro che sono ancora illusi che certe cose possano cambiare, che si possano realizzare utopie (di destra o sinistra che siano). Questi sono gli ideologisti frustrati dei nostri giorni e rappresentano una piccola minoranza. Per quanto, in prima istanza, si possa pensare un gran bene di questa categoria, c’è da dire che spesso resta ancorata sulla propria sotto-ideologia, giusta o sbagliata che sia, nella speranza di un futuro che non ci sarà mai. E il tutto finisce nella depressione del disincanto, qualora mai si arrivi a un disincanto. Infatti ci sono solo due vie per la fine dello strato mentale di un ideologista puro: o il disincanto o l’eterna illusione. Mentre il primo provoca un profondo senso di frustrazione e delusione, il secondo provoca un senso di non appagamento.
Indubbiamente è questa la condizione mentale più disgraziata per l’essere umano.

Volevo prendere una piccola pausa dal postare articoli. Ma questa notizia è molto carina. E non me la voglio lasciare sfuggire.
Direttamente dal sito di Repubblica:

ROMA – È stato uno scoop di “Striscia la notizia” a svelare che Gianfranco Fini sarà di nuovo padre. La rubrica “spettegulesss” ha dato ieri sera la notizia che la nuova compagna del leader di An, Elisabetta Tulliani, avvocato e giornalista televisiva, ballerina e ex docente universitaria, è incinta. Nella stessa trasmissione, la diretta interessata e il portavoce di Fini hanno tuttavia smentito la notizia. Più tardi, invece, a confermare il fatto, (“per evitare pettegolezzi”) è stata l’avvocato Giulia Bongiorno, lo stesso legale che cinque mesi fa aveva assistito il leader di An nella causa di separazione con la moglie Daniela Di Sotto. “La notizia la confermo”, ha dichiarato Giulia Bongiorno.
Nel servizio di “Striscia la notizia” Elisabetta Tulliani è stata presentata come “noto avvocato romano, principessa del foro”. Nel sito della presentatrice c’è la biografia della nuova compagna di Fini. Elisabetta Tulliani ha rinunciato alla carriera di docente di diritto penale per la sua passione artistica. La sua carriera televisiva inizia con la rubrica “La domenica sportiva l’altra”, è stata inviata di “Unomattina”, e nell’estate dell’anno scorso ha avuto il ruolo di co-conduttrice del varietà di Raidue dal titolo “Tintarella di luna”. Quest’anno invece è stata conduttrice dello spazio “Ricette cucina”. I suoi impegni televisivi non la distolgono tuttavia dal suo impegno professionale di avvocato che, recita sempre la sua biografia sul sito internet, “svolge quotidianamente con grande passione e coinvolgimento”.

Ma come uno dei tanti eroi dell’infausto family day è caduto sul binomio separazione – nuova compagna? Tra l’altro proprio pochi giorni dopo il secondo matrimonio di Casini. Che tristezza. Lungi da me criticare i vari connubi dei politici, ma come si può predicare la (folle) ortodossia cattolica e poi praticare questi usi del demonio??

nl2Si potrebbe pensare che se il neoliberismo uccide il Sud, ma arricchisce tutto il Nord. Ma le cose non stanno così. O almeno stanno così in parte. Il neoliberismo arricchisce i capitalisti del Nord, ma porta alla rovina il proletariato.
Come accennato nella prima parte, le grandi lobby hanno nei paesi del Nord un potere illimitato (tipo Superman, però in versione bastarda). I politici, dal canto loro, o sono succubi delle lobby (basta considerare le eventuali minacce di abbandono dei paesi nel caso di proposta di contributi fiscali più equi) o ne fanno direttamente parte (basta considerare che Bush, Cheney, Rumsfeld, Rice sono o sono stati parte di consigli di amministrazione di grosse lobby del petrolio, tipo Texaco e Enron). Considerato il loro potere, influenzano, direttamente o indirettamente, in modo massiccio, le politiche economiche dei paesi. Facciamo due esempi.

La privatizzazione delle poste in Svizzera o delle FS in Italia.
Consideriamo le prime. Le poste in Svizzera sono state privatizzate, alcuni anni fa. Cosa è cambiato?? 1. I prezzi sono aumentati. 2. Molte poste hanno chiuso perchè reputate non necessarie. 3. Nessuna miglioria nel servizio. Ma perchè l’imprenditore di turno chiude le poste?? Semplice. Se una posta è poco frequentata è inutile, l’imprenditore non ha umanità, guarda solo il suo profitto. Non importa a lui se un anziano non ha più la posta vicino, ed è costretto a usare mezzi per recarsi in un’altra posta. Se la posta implica guadagni sufficienti resta, se no chiude. Consideriamo le seconde. Le FS sono state privatizzate anni addietro. Risultati? 1. I prezzi sono comunque aumentati. 2. Il servizio è ancora più scadente. 3. Molte stazioni hanno chiuso; in certe stazioni hanno anche semplicemente chiuso i servizi igienici (per risparmiare retribuzioni)!! Cosa succede quando una posta o una stazione chiude??? Della gente viene licenziata. Poco importa che farà quella gente. E questo succede in tutte le aziende private. Dall’oggi al domani, un’azienda può anche decidere di fare una (maledetta) fusione con un’altra azienda. Dopo una fusione le quotazioni di quella azienda perdono sempre quotazione. Inoltre la fusione implica sempre un ridimensionamento della singola azienda, con conseguente eliminazione degli esuberi. Vale a dire: licenziamenti. E ovviamente è il proletariato a pagare. I capitalisti sono protetti dal cosiddetto “paracadute d’oro”, di cui parlerò a breve.

Il sistema sanitario degli Stati Uniti.
Riporto una notizia di circa un mese fa dal sito di Alice, che è il primo che mi ha mostrato google.
“Il capo della Casa Bianca ha posto il veto sullo State Children’s Health Insurance Program o Schip, il piano che dà la copertura sanitaria pubblica ai figli di coppie a basso reddito, approvato al Congresso con ampia maggioranza bipartisan. La legge avrebbe stanziato 35 miliardi di dollari aggiuntivi per più di cinque anni per un programma di sanità pubblica amministrato dagli stati. Le risorse aggiuntive sarebbero state coperte dall’aumento delle tasse sui prodotti derivati dal tabacco. I sostenitori del provvedimento dicono che l’aumento avrebbe coperto le spese sanitarie di circa 10 milioni di bambini. Secondo Bush, l’aumento della spesa avrebbe snaturato il programma, nato per far fronte ai bisogni dei bambini più poveri, costituendo un pericoloso passo verso un sistema sanitario pubblico”. Perchè? Se vinci un’elezione devi pagare un prezzo. E Bush lo sa bene. La vittoria di Bush su Gore è stata frutto dell’appoggio delle lobby del petrolio, ma anche del farmaco e altre. Potrebbe mai Bush fare un voltafaccia a chi lo ha aiutato? Ovvio che no. C’è anche da capirlo. Poverino. Peggio per quei bambini. Difendiamo l’interesse delle lobby ultramiliardarie.

Ma ora veniamo a un altro flagello che più di tutti vediamo sulla nostra egoista pelle, ma che comunque è nulla rispetto a quello che accade nel Sud: il precariato.
Giorni fa ho avuto il piacere di sentire una mente illuminata de “Il Sole 24 ore” uscirsene con una bella affermazione: “La flessibilità è necessaria e inevitabile”. Purtroppo, grazie ai media sempre servi delle elite, questa sta diventando una convinzione comune. Già, perchè il mercato del lavoro è madre natura, l’uomo non può intervenire. Certo, per la doxa neoliberista le cose vanno così, ma vallo a spiegare a uno che guadagna, dopo anni, 950 euro al mese per lavorare 8 ore al giorno, che con quella cifra non può farsi una famiglia, e che rischia a fine contratto di non vederselo rinnovato. Certo, posso immaginare che il figlio di quel giornalista non ha sicuramente problemi di precariato, quindi è facile, per il padre, parlare e filosofeggiare. Bene, il fatto che la flessibilità è necessaria e inevitabile, che il mondo deve andare così: è una stronzata. Sono riusciti a convincerci che non abbiamo alternativa al precariato, all’instabilità. Sono riusciti a convincerci che è giusto che un capitalista assuma un proletario a uno stipendio da fame, che lo sfrutti come vuole, ma che possa tranquillamente non rinnovargli il contratto dopo tot mesi o licenziarlo in tronco senza porsi il minimo problema (solo 1 su 25 passa a un lavoro stabile [dato dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i diritti del lavoro]). Quale dio ha imposto all’economia che il capitalista (che spesso è una persona incapace/incompetente) abbia tutto questo potere?? Sono state le lobby e i pensatori neoliberisti che son riusciti a guidare, verso la via della rovina, i governi nazionali (vedasi anche leggi Biagi e Maroni, in Italia). Governi nazionali, che invece di tutelare i servizi indispensabili per il popolo, mantenendoli statali, hanno preferito dare anima e culo ai veri potenti della Terra (quelli che Chomsky chiama grandi personaggi immortali).

D’altronde la differenza fra questi capitalisti e il proletariato si vede anche negli stipendi oltre che nella precarietà.
Consideriamo che nel 2006 vi sono stati 42 dirigenti a guadagnare sopra i 4 milioni di euro (da considerare che queste sono cifre ufficiali), con gente che arriva a toccare i 20 milioni di euro. Un “abbondante” stipendio proletario è pari a 1100 euro al mese, cioè 13200 euro l’anno contro 10000000 euro (medi del campione stimato, senza considerare tutti i premi che i capitalisti si autoelargiscono). Stiamo parlando di un rapporto superiore a 750! Questo implica che i vari Buora, Montezemolo, Tronchetti Provera valgono 750 volte un operaio che sta in catena di montaggio tutto il giorno. Questo più che assurdo, è vergognoso.
1. Il vero lavoro lo svolge la classe operaia, il plusvalore materiale o intellettuale lo mette lei. 2. Questa gente lavora molto meno tempo e in condizioni molto più agiate. 3. Questa gente non merita queste retribuzioni.
Su quest’ultimo punto è necessario soffermarsi. Le retribuzioni degli imprenditori sono decise dagli imprenditori. Quindi è abbastanza normale spiegarsi queste cifre. Inoltre questa gente ha realmente queste capacità?? Ovviamente no. Il capitalista medio è una persona furba ma di dubbie capacità, che una volta al potere si comporta da sanguisuga, assorbe le risorse dell’azienda, fa scelte imprenditoriali scellerate e la porta al fallimento (in Italia di questi casi ne abbiamo tantissimi, anche solo considerando il caso Pirelli-Telecom). Una volta che l’azienda è al collasso si procede all’eliminazione degli esuberi, cioè al licenziamento dei dipendenti. Ma cosa accade quando l’azienda fallisce?? Che fine fa il capitalista? Qui entra in gioco il succitato paracadute d’oro. Come si può capire dal termine, l’imprenditore in caso di fallimento destina (o ha già predestinato, vedasi i casi SwissAir e Merck) una buona uscita ultramiliardiaria, che consente da un lato una rilassante vecchiaia in una lussuosa villa e dall’altro preleva le ultimissime risorse a un’azienda già distrutta.

Tutto ciò ce lo vogliono passare per oro, mentre invece è solo merda.

nlIl neoliberismo è forse il più grande flagello di questo secolo e del secolo precedente, peggio dell’aids, di Bush o di certe trasmissioni televisive. Il numero di morti (fisiche e psicologiche) causate da questa ideologia foriera di libertà è ben superiore a quello delle grandi guerre dello scorso secolo.
Analizzeremo in questo post le differenze fra neoliberismo e liberismo, la psicopatologia che affligge chi sostiene il neoliberismo e come quest’ultimo sia oggi causa di morte nel Sud del mondo. Nella seconda parte analizzeremo i danni provocati dal neoliberismo nel Nord del mondo. Secondo molti, stolti, neoliberismo è equivalente di libertà.
Ho letto anche da qualche parte che neoliberismo equivale a “società libera”. Purtroppo le cose non sono così banali.

Il neoliberismo, prende spunto dal liberismo, peggiorandolo in maniera drastica, e ha come “padri fondatori”, conservatori come Reagan e Thatcher. Facciamo un passo indietro. I pensatori maggiori del liberismo furono Smith e Ricardo. In particolare Adam Smith è stato uno degli economisti più intelligenti della storia, al pari di Marx e Keynes. Nel suo “La ricchezza delle nazioni”, Smith proponeva la soluzione del mercato libero, postulando che un mercato libero si autoregoli. Inoltre capì che il liberismo crea disparità, gente molto ricca e gente molto povera. Tuttavia introdusse il concetto di “effetto a catena”(trickle-down effect) del liberismo, e cioè che al momento che un capitalista si arricchisce al punto di soddisfare i suoi bisogni vitali, penserà lui stesso a redistribuire il suo reddito in eccesso. D’altronde è anche vero, è sensato. Pensiamo ai vari capitalisti ultramiliardari, per esempio Bill Gates, cosa se ne fanno di tutto quel denaro??? Basterebbe solo una piccola parte del loro capitale per soddisfare qualsiasi bisogno primario ma anche qualsiasi loro vizio, vizietto che sia. Potrebbero tranquillamente redistribuire il capitale in eccesso ed estinguere subito il debito di tutti i paesi poveri del Mondo: per Smith sarebbe andata così. Ma purtroppo Smith non aveva fatto i conti con l’essere umano. Cioè non aveva capito che il tutto non si ferma al capitale, ma vi è un altro fattore: il potere. Le grandi lobby, coi loro infiniti capitali, hanno un immenso potere economico, ma anche politico, sociale, mediatico, ecc. E purtroppo la brama di potere dell’animale umano non ha limiti, non si sazia.
Questo è il grande bug del liberismo.

Vediamo meglio in cosa differisce il neoliberismo dal liberismo. Il neoliberismo si basa su degli “accordi di libero scambio” che vengono concordati dalle grandi lobby e dai politici imperialisti. Questi accordi prevedono l’imposizione di prezzi di monopolio e di altre misure altamente protezionistiche (nei paesi del Nord) a vantaggio delle multinazionali; escludono invece (nei paesi del Sud) tutte le misure che sono state utilizzate dai paesi del Nord per raggiungere il loro attuale stato di sviluppo, tra cui gli sforzi fatti dallo Stato per aiutare il popolo contro gli investitori. Inoltre garantiscono la libera circolazione dei capitali ma non dei lavoratori, che era uno dei principali dogmi della teoria di Smith. Definiscono il concetto di scambio in termini molto ampi includendo i trasferimenti interni delle società oltre i confini nazionali. Infine cercano di mantenere il dibattito economico lontano dalla visione popolare. Tutti gli storici dell’economia convengono che non vi è mai stato, in nessun paese, sviluppo economico durante una fase neoliberista dell’economia.

Gli stati che propugnano il neoliberismo non lo praticano. Basta considerare gli USA. Ogni qualvolta gli USA hanno applicato politiche neoliberiste all’interno del loro paese, eliminando quindi qualsiasi intervento statale, sono andati incontro a stalli economici o addirittura a recessione. Tuttavia lo hanno sempre applicato nei paesi da loro colonizzati: Cambogia, Haiti, El Salvador, ecc. Rendere libera l’economia dei paesi colonizzati è un grosso favore alle aziende americane (o del Nord in genere). Infatti dal momento che una multinazionale può competere alla pari con un piccolo produttore di un paese povero, lo distrugge. Se lo Stato non è in grado di difendere il piccolo produttore locale, che va incontro a spese maggiori di quelle di una multinazionale che sfrutta a piene mani da paesi in cui non pagano tasse e in cui la manodopera praticamente non viene retribuita, è normale che il produttore locale è destinato a chiudere, a morire di fame. Di certo i paesi neoliberisti non si sognerebbero mai di applicare questo neoliberismo alle industrie del loro paese che invece vengono protette.

Un’altra applicazione infame del neoliberismo è la privatizzazione a oltranza. La privatizzazione a oltranza di servizi indispensabili per la popolazione è applicata in paesi del Sud alla mercè dei paesi del Nord, ma anche in alcuni paesi del Nord (USA, Svizzera, come vedremo nella seconda parte). Questa è ottenuta anche tramite una drastica riduzione delle tasse alle imprese, che intacca la base imponibile riducendo all’osso il settore pubblico. Un esempio significativo è la privatizzazione delle vaccinazioni del bestiame in Guinea. In questa folle politica entrano in gioco FMI, WTO e Banca Mondiale. Queste sono la parte malata dell’Onu. Sono associazioni costituite da rappresentanti dei paesi ricchi, rappresentanti ovviamente strettamente legati alle lobby capitaliste, che impongono l’economia ai paesi poveri. Basta che un paese povero chieda un prestito alla Banca Mondiale per entrare in una morsa dalla quale non si libererà mai più. Poichè per ricevere il denaro, il paese povero dovrà sottostare alle politiche economiche di queste associazioni e quindi delle grandi lobby: entrerà in un circolo vizioso di impoverimento.
Tornando alla vaccinazione del bestiame. Il governo della Guinea ha introdotto anni addietro la vaccinazione del bestiame per evitare epidemie dannose. Cosa per altro giustissima. Dapprincipio i vaccini erano reperibili nelle piccole farmacie locali, i prezzi erano accessibili a tutti gli allevatori. Questo finchè i vaccini diventarono prerogativa delle multinazionali e dei loro brevetti. Nell’86 il FMI ordinò infatti lo scioglimento del servizio veterinario nazionale. Il tutto a discapito degli allevatori locali che in buona parte sono stati obbligati ad abbandonare il loro bestiame o a rivenderlo a prezzi ridicoli, visto che i farmaci in mano ai privati erano spesso scaduti(per assenza di controllo) o comunque a prezzi, decisi dalle multinazionali, superiori alle possibilità del piccolo allevatore.
Il giovane neoliberista di turno, convinto dal martellamento mediatico, dovrebbe dissentire su ciò, partendo dall’assunto che la privatizzazione e la concorrenza che ne deriva abbassa i prezzi. Questo assunto è SBAGLIATO! Basta anche vedere i prezzi della telefonia mobile in Italia, man mano che sono nate nuove aziende di telefonia. I prezzi non si abbassano ma vengono stabiliti da cartelli. Le società si accordano per fornire i loro servizi a prezzi simili e in questo modo possono rincarare i prezzi a piacere, creando un monopolio di cartello. E a differenza di un monopolio statale, il monopolio di cartello non ha umanità: ha il solo compito di incrementare i profitti aziendali fregandosene altamente della fornitura essenziale di servizi per il popolo. Questo tema verrà meglio approfondito nella seconda parte.

12 ottobre 2007. Viene assegnato il nobel per la pace. Premio molto figo e che implica anche un discreto guadagno economico.
Per l’idea comune che possiamo avere noi comuni mortali, il nobel per la pace dovrebbe andare a “gente di pace”, gente che si batte ogni giorno (ma anche un giorno sì uno no) per la pace, per la sopravvivenza del prossimo, contro la guerra, ecc ecc.
Gran bel premio, fra tutti i nobel forse è quello che più mi piacerebbe ricevere.
Beh tornando a noi, 12 ottobre 2007, il nobel viene assegnato a mr. Al Gore (e all’Ipcc) per l’impegno ambientale. Chi era Al Gore? Al Gore è stato vicepresidente durante l’amministrazione Clinton. Indubbiamente quello è stato il periodo in cui Al Gore ha gestito una grossa fetta di potere a livello mondiale. Beh non ci resta che analizzare tutte le azioni per promuovere la pace dell’amministrazione Clinton.
Bill Clinton è stato dopo Reagan e la “sconfitta”(che poi fu una vittoria, questo lo spiegherò in qualche post futuro) in Vietnam e la fine della guerra fredda, il primo presidente a fare una corsa al riarmo e iniziare un elevatissimo numero di guerre.

“Promozione della pace in Kosovo”

A quell’amministrazione dobbiamo perle di saggezza quali: “vi è una profonda spaccatura fra un Nuovo Mondo (gli USA) idealisticamente teso a mettere fine alle barbarie e un Vecchio Mondo fatalisticamente teso al conflitto infinito(il resto)”. Ideologia da non fare invidia al Mein Kampf di Hitler. La Nato (Usa e cani al guinzaglio) bombardò la Serbia nel 1999. Milosevic, tiranno sanguinario, viene processato dal Tribunale di Jugoslavia solo per i crimini commessi in Kosovo. Tutti eventi successivi (ripeto, successivi!) al bombardamento Nato. Crimini tra l’altro previsti e voluti dalla strategia dell’amministrazione Clinton-Gore (basta leggersi le memorie del generale Clark). Infatti in caso di emergenza nazionale (come nel caso di un bombardamento) era prevista l’espulsione della minoranza kosovara, ma queste politiche di emergenza vi sono anche in paesi “illuminati” occidentali. Vista l’ambiguità di questi capi di imputazione fu aggiunto il genocidio di Srebrenica(Bosnia). Peccato che, come dimostrato da una commissione di inchiesta del governo olandese, Milosevic non centrava una beata fava con quel massacro. D’altronde il motto del santo esercito della Nato era: “tutto quello che vola contro tutto quello che si muove”. Guerra creata ad hoc (come quella in Iraq, ma di cui in pochi si indignano…) solo per: “riaffermare il dominio americano in Europa e dare credibilità alla Nato” (sempre parole del generale Clark).

“Promozione della pace a Timor Est e Haiti”

Siamo a Timor Est, negli stessi anni della guerra in Kosovo, ma gli eccidi sono a un livello ancora superiore. E vengono perpretati dall’esercito indonesiano sotto la guida degli Usa di Clinton e Al Gore.
Ad Haiti l’attacco militare dell’amministrazione Clinton, che prima depose il presidente eletto, instaurò un regime militare e infine rifiutò le sanzioni dell’Onu al regime: il tutto costellato dalla morte di migliaia di haitiani.

“Promozione della pace in Palestina”

Partiamo con una asserzione: Arafat per molti occidentali era un cattivo. D’altronde i cattivi son sempre gli altri, non siamo mai “noi”. Vediamo di spiegare meglio cosa accadde in Palestina durante l’era Clinton.
Nel 2000, Arafat respinge gli accordi di Campi David, proposti da Clinton e Barak. I magnanimi accordi di Campi David. Ma chi mai avrebbe potuto accettare gli accordi di Camp David?
Allora per dimostrare ciò consideriamo una mappa ormai facilmente reperibile, che però non comparve sui quotidiani occidentali dell’epoca.

Premesso che la Cisgiordania è storicamente e demograficamente territorio palestinese, analizziamo la situazione. Da fonti israeliane (gli storici Pundak e Arieli) sappiamo che Barak aveva deciso di lasciare a Israele il controllo del 13% della Cisgiordania. La proposta Clinton-Barak prevedeva inoltre la presenza di tre cantoni israeliani che si addentravano nel territorio cisgiordano. Vi è una sporgenza(israeliana) che include Maaleh Adumim e che si estende dalla zona allargata di Gerusalemme fino a Gerico e alla zona di sicurezza controllata da Israele. Questa spacca in due il territorio palestinese. Questa stessa sporgenza circonda e isola Ramallah, una delle principali città palestinesi. Inoltre la striscia che penetra fino a Ariel e Shiloh crea 3 zone palestinesi isolate. Così le principali città palestinesi (Betlemme, Ramallah e Nablus) sono separate.
I negoziati di Camp David falliscono e Clinton riconobbe la fondatezza delle obiezioni di Arafat, come dimostrano i parametri del dicembre 2000. A gennaio 2001 Clinton dirà che Barak e Arafat hanno accettato i nuovi parametri come base per un futuro accordo. Alla conferenza di Taba del 2001, Israele ridusse le sue richieste del 50%. Tuttavia questi negoziati furono interrotti da Barak, quando si era arrivati per la prima volta vicini a una vera pace. Barak si giustificò così: “Il motivo per cui ho abbandonato le trattative non fa differenza. Non stavamo andando da nessuna parte”, in verità a 10 giorni ci sarebbero state le elezioni a Israele. Lo storico Bregman ricorda inoltre che, tramite lui, Barak disse a Clinton che rifiutava i parametri e che non voleva firmare alcun accordo prima delle elezioni.
Quindi gli accordi di Camp David non sono accettabili. Accettarli significava smembrare una nazione. Avremmo mai accettato noi, su di noi, una soluzione del genere, su una terra nostra?
Infine Clinton ha posto un elevato numero di veti alle risoluzioni Onu contro Israele.
A occhio si potrebbe dire che Clinton ha spinto verso la pace in Medio Oriente, però da un’analisi approfondita è palese che fosse una pace a senso unico, in direzione del paese alleato.
Certo Al Gore non è Clinton … ma quando sei il braccio destro di una persona, in un certo modo ne sei complice, coprotagonista e condivisore.

“Promozione della pace tramite il riarmo e lo scudo spaziale”

Un’altra perla del periodo Clinton-Gore fu la necessità del famoso scudo spaziale (da mettere prevalentemente in Europa…ricorda un po’ Guantanamo a Cuba, su Guantanamo farò un post apposito): motivato dal fatto che gli USA hanno il diritto di ricorrere “all’uso unilaterale della forza militare per garantirsi libero accesso a mercati e fonti di energia” (parole dei Pentagon Papers).
Citiamo altre cose tratte da documenti dell’US Space Command (1997), del National Intelligence Council (2000) e dal Quadrienal Defense Review del Pentagono (1997).
Il comando di Clinton riferisce della necessità di “dominare la dimensione spaziale delle operazioni militari per proteggere gli interessi e gli investimenti degli Stati Uniti”, questo ottenuto tramite la “progettazione di armi d’attacco utilizzabili da basi spaziali dalle quali si possa avere una forza di precisione da, verso e attraverso lo spazio” e ciò è “necessario perchè la globalizzazione creerà sempre più differenze economiche e aumenterà la probabilità di ribellione”. Inoltre l’amministrazione e i suoi adepti sosteneva che “gli USA dovevano mostrarsi irrazionali e vendicativi se venissero toccati gli interessi vitali del loro paese”, questo anche tramite “armi nucleari che provocano una distruzione immediata e i cui effetti in pochi modi possono essere limitati”, inoltre le armi nucleari hanno anche il pregio di “gettare un’ombra su qualsiasi crisi o conflitto”.
Per non parlare infine della mancata messa in atto del trattato di non proliferazione nucleare, ma bensì di un aumento della produzione di armi nucleari (che poi il nucleare è anche dannoso per l’ambiente). L’amministrazione Clinton sull’argomento ha fatto una bella ritrattazione (inerente alle zone franche dal nucleare in Europa) che ha implicato la corsa al riarmo di altri paesi, quali Russia, Iran, India, Cina.

Che dire? Indubbiamente l’amministrazione Clinton è stata ben più pacifica dell’attuale amministrazione Bush. Tuttavia per i motivi sopra esposti nessuno può anche solo pensare che Clinton-Gore fu gente pacifista/pacifica. Gore ha un passato indubbiamente “americano” nei suoi rapporti con gli altri paesi del mondo. Ma forse è stato sbagliato pretendere che il nobel non fosse un premio politico?

Salve, non servono presentazioni da parte mia, visto che la mia persona non è il tema di questo blog. Vedi che palla sarebbe stato. Dal titolo del blog forse si capiscono le tematiche che verranno affrontate, man mano che ne avrò voglia e sarò in grado di dire qualcosa di interessante. Il titolo è parte di una frase di Jose Martì, che è la seguente: “Es la hora de los hornos Y solo hay que ver la luz” (Questa è l’ora dei braceri di cui si deve vedere solo la luce).
Il motivo della creazione di questo blog: avere un posto dove appuntare pensieri e indignazioni.

Chiedo venia in anticipo per tutti gli errori che saranno presenti nei post.
A presto per il primo vero post.