Il famoso dl sicurezza, di cui abbiamo parlato riguardo i potentissimi mezzi contro i clandestini, si arricchisce di altri elementi che ne rendono più evidente l’importanza. Questo provvedimento serve al cavaliere per risolvere i soliti problemi con la giustizia, sia quelli passati che quelli futuri. Innanzitutto si vuole intervenire sulle intercettazioni telefoniche, che è uno dei mezzi più usati dagli investigatori, da Calciopoli alle scalate bancarie alle cliniche killer a S.Maria Capo Vetere, tutto si è saputo grazie a intercettazioni. Ma in futuro non si potrà più sapere: presto si potrà intercettare solo per mafia, violenze, insomma per i reati che non commettono i colletti bianchi (di solito). E così la casta starà finalmente tranquilla.
Poi oggi si aggiunge l’altra perla. Il processo per corruzione giudiziaria, il famoso caso Mills, riguardo il quale vi sono uno-due articoli sparsi per il blog. Il dl colpirà anche questo, infatti si prevede:

la sospensione degli altri processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 “che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado”

Il cavaliere ha detto:

un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti

Proporrò di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato

E’ singolare come l’eliminazione di un suo processo possa rendere veloce la giustizia e dare risposte forti. D’altro canto la sua seconda affermazione rispolvera l’incostituzionale famigerato lodo Maccanico – Schifani.
Impunità è tornato.

Ieri sera ho guardato, in Tv, Annozero. Lo faccio sempre quando posso. Sinceramente la preferisco a Ballarò, anche se di questa mi manca Crozza. Annozero fa inchieste, affronta vari temi mentre Ballarò fa bene o male il solito salottino di politici. Ma alla fine va anche bene. Poi finito Annozero, cambio canale e passo a Porta a Porta, per sbaglio, e sento Alba Parietti che parla di secchezza vaginale.
Senza sminuire questo problema, sinceramente, mi sarei aspettato da una trasmissione come Porta a Porta, che dovrebbe mirare a un altro target informativo, interviste, inchieste, analisi o quant’altro su temi di politica o attualità. E in Italia di problemi non ne mancano: dal precariato all’immigrazione, dai rifiuti ai prezzi. Non sia mai che la tv debba solo parlare di problemi di attualità (cosa che fra l’altro di certo non fa) ma almeno quelle 3-4 trasmissioni, che restano,  dovrebbero fare informazione oltre i tg.
Per tutto il resto c’è Mediaset.

Il governo ha iniziato a lavorare con assiduità, donandoci da subito le prime perle. Si riparla di ponte sullo stretto, e pensare che l’appalto è in mano a Impregilo dal 2005, Impregilo famosa per aver gestito con dovizia i rifiuti in Campania. Si parla di detassare gli straordinari ma intervenendo solo sulla quota variabile. Si parla di centrali nucleari, pronte fra decine di anni, ma di terza generazione mentre gli altri paesi saranno alla quarta. Si parla di mutui, ma in realtà tornando ai tassi del 2006, qualora il tasso variabile non decresce, si pagherà ben di più: chi poteva pensare che le banche ci rimettessero soldi?

Ma la perla più bella arriva dalla lotta ai clandestini, con un articolato che non risolve affatto il presunto “problema”. A riguardo riportiamo un articolo pubblicato oggi sulla Stampa da Bruno Tinti, Procuratore aggiunto della Repubblica di Torino.

Piombiamo in un incubo quando leggiamo della nuova arma decisiva per la lotta all’immigrazione clandestina, dello strumento che risolleverà le patrie sorti e libererà l’Italia dalla piaga endemica dei clandestini: il nuovo reato di immigrazione clandestina, punito da 6 mesi a 4 anni. Chi dunque è immigrato clandestinamente in Italia, secondo i nostri Solone (trattasi di un celebre legislatore dell’antichità) commette reato.

Come ogni imputato, anche questo, che da adesso chiamiamo Alì Ben Mohamed, deve essere iscritto nel registro degli indagati. In verità è anche detenuto, perché Solone ha pensato di prevedere che l’immigrato clandestino deve essere obbligatoriamente arrestato. Siccome Solone ha anche pensato che Alì Ben Mohamed deve essere giudicato con rito direttissimo, nelle 48 ore il nostro viene portato in Tribunale. Per giudicarlo hanno lavorato un pm, un giudice, due segretari (uno del pm e uno del giudice), un cancelliere per l’udienza, un numero variabile di poliziotti (chi lo ha arrestato, chi ha fatto il rapporto, chi lo ha portato in carcere ecc.), la Polizia penitenziaria della scorta, un interprete e un funzionario amministrativo che gli ha liquidato il compenso che gli tocca. Tempo medio complessivo (senza considerare il lavoro di poliziotti & C) ore 2. In realtà quasi sempre il processo per direttissima non si farà; perché quel giorno di direttissime ce ne sono 15 o 20; non c’è solo l’immigrazione clandestina che prevede il rito direttissimo. Ancora si commettono reati di porto d’armi e ancora ci sono casi di direttissima per reati piuttosto gravi (per esempio traffico di droga); poi ci sono gli altri reati della Bossi-Fini che fanno concorrenza a questo nuovo arrivato. Insomma, nel 70% dei casi (ma sono ottimista) il processo sarà rinviato. A quando? Mah, da un mese a sei mesi.

(continua…)

Mentre la maggioranza dei giornalistucchi italici fa quadrato attorno alla casta e Schifani – non sia mai che qualcuno attacchi il potere – c’è chi lotta per la difesa del cabaret propagandistico che riassunto in tre caratteri si chiama Tg4. La casta giornalistico-politica afferma, inerentemente al caso Travaglio, che non si può calunniare (che poi calunnia non è, ma esposizione di fatti e basta), non si può usare il servizio pubblico per attaccare il veltrusconismo e il suo passato. Fermandosi a questa affermazione, si vuole denunciare che è ingiusto che la tv pubblica, pagata coi soldini della gente, sia in qualche modo faziosa.
Il concetto di faziosità è ampiamente ribaltabile: forse non è fazioso il giornalista che nasconde fatti e narra solo storielle per compiacere il potente? Ma la cosa più tragicomica è che, cari contribuenti, non si paga solo la Rai, ma si paga anche Rete4. Ma come?? Forse che Rete4 e il buon Emilio Fede – giornalista indubbiamente obiettivo e super partes – non sono pagati dal temerario Cavaliere conflittuato di interesse? Beh sì, in un certo modo. Ma c’è un ma e anche costoso: 350.000 euro al giorno di soldi pubblici, cioè nostri.
Narriamo i fatti.

Europa7 è la rete dell’imprenditore Di Stefano, che pur avendo avuto nel ‘99 la concessione dello Stato, non ha mai potuto andare in onda, perché le sue frequenze sono occupate da Rete4, la quale concessione non ha, ma continua a occuparle “in proroga” grazie ai governi di centrosinistra e di centrodestra. Di Stefano si è appellato a Tar, Consiglio di Stato e Corte costituzionale, per avere quello che è un suo diritto. Ma grazie alla legge Gasparri e al successivo aiuto della sinistra governante di Prodi, le frequenze sono rimaste di fatto a Rete 4. Nel mentre, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale si sono pronunciate a favore di Europa7 e contro Rete4. Non solo, anche la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete4, passando su digitale, non cederà a Europa7 le frequenze che le spettano. In particolare Rete4 costa agli italiani 350.000 euro al giorno, dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo.
Per maggiori dettagli, leggete il Caso Europa7.

Certo fa alquanto incazzare il pensiero che, anche coi miei soldi, viene pagato un capriccio del Cavaliere, per di più quando il capriccio risponde ai nomi di Rete4, Tg4 ed Emilio Fede. La crème della comicità!

I media si stanno sprecando a riportare l’attacco di destra, sinistra (Di Pietro escluso) e amici contro Marco Travaglio. Cosa che non fa che aumentare il disprezzo di molti verso questa classe dirigente che vale zero: dalla sinistra perdente, quella del ridicolo governicchio ombra, che nonostante le batoste continua a tenere lì i soliti rutelli e finocchiaro, alla destra emblema di corruzione e antidemocrazia.
Intanto è giusto partire dai fatti, Marco Travaglio a “Che tempo fa” di sabato scorso, parla, con la sua solita ironia, di destra e sinistra sprecando qualche parola in più per il buon Schifani. Non per altro, ma quello è il presidente del Senato: carica importante. Questo è il video, in tv non l’hanno ritrasmesso. Tutti parlano di un comportamento immondo di Travaglio. Guardate il video e noterete che non c’è nessun comportamento immondo.

Quello che Travaglio ha detto su Schifani, riguardo i suoi rapporti con la mafia, è scritto già su ben 2 libri: “Se li conosci, li eviti” di Gomez e Travaglio e “I complici” di Abbate e Gomez. Peccato che fino a quando la cosa non è stata detta in tv nessuno abbia detto nulla. Il problema sta tutto qui. Le cose non si devono sapere, non si può censurare la stampa, ma la tv deve essere allineata al regime univoco destra-sinistra o veltrusconiano. La gente deve continuare a vivere in un torpore delle idee, in cui la tv mostra tutto, tranne quello che può intaccare la casta.
Alzatosi il polverone e indignatisi tutti dal ciarrapico alla finocchiaro, le conclusioni sono ovvie. Già Gasparri ha anticipato che a fine mese verrà rinominato il direttivo Rai e quindi c’è da aspettarsi una campagna di epurazione di quei due, tre giornalisti scomodi. Schifani, dal canto suo, si è trovato costretto, a furor di casta, a intentar causa contro Travaglio per diffamazione. Causa che non porterà a nulla, sia chiaro; nel mentre si è affrettato a dire che il vil travaglio mina l’armonia della casta.

Imbavagliamo i giornalisti e le opinioni diverse dal regime. Nascondiamo passato, presente e futuro di chi ci governa. Guardiamo la tv. Continuiamoli a votare. E vivremo felici nel paese delle meraviglie.

Articolo di Dario Fo a riguardo.

Dopo Sex Crimes and Vatican, un altro documentario, dal titolo Hand of God, sulla Chiesa o, meglio, su una parte malata di quest’ultima.

Il video è tratto dal sito Bispensiero ed è in inglese con sottotitoli in italiano.

Magari un giorno lo vedremo anche in Tv, sperando su Santoro o pochi altri.

Le elezioni sono passate, finite, come sempre con vincitori e vinti. Tutto è andato secondo i sondaggi. Forse non tutti si aspettavano la sinistra arcobaleno fuori dal parlamento. C’è chi se l’è presa con la mancanza di falce e martello, chi con Veltroni, chi con il fato avverso e forse qualcuno anche con gli gnomi. Indubbiamente la questione del voto utile ha pesato in qualche modo, ma forse si farebbe meglio a capire le proprie colpe. La sinistra ha sempre rappresentato, universalmente, lo schieramento a favore dei lavoratori, quello che dovrebbe appianare le differenze fra ricchi e poveri in un paese, potendo così contare su una fascia della popolazione “irriducibile”. In 2 anni di governo, quelli che si vantano di essere “comunisti”, infangandone il significato, si sono venduti per un pugno di euro, arrivando a dire che “Berlusconi è simpatico”, a non proporre nulla di valido per la lotta al precariato, a fare spallucce quando qualcuno gli ricordava che nel loro programma c’era l’eliminazione delle leggi vergogna del Berlusconi II. Un comunista non può condividere questi “comunisti”.
Certo non è la fine dei partiti comunisti in Italia, non sia mai che ponderino di dedicarsi a qualche altra attività, viste le palesi incapacità politiche. Ricompariranno in qualche modo in futuro. Sia chiaro, un partito comunista in Italia, figlio degli ideali buoni della resistenza, è necessario. Ma non con questa gente.
La scomparsa provvisoria del comunismo in Italia provoca, tuttavia, qualcosa di veramente devastante, ecatombico. Il Cavaliere ha fatto, dal 1994, della sua presenza in politica una continua lotta contro i comunisti, contro il comunismo, contro Marx, ecc. Menomale che gli hanno spiegato che i comuni, i comodini, le comari sono altra cosa … se no vivremmo in un mondo più vuoto. E adesso? E adesso chi demonizzerà?? Chi attaccherà??

Fortunatamente la storia ci viene in soccorso. Andiamo negli USA. Gli USA, durante la guerra fredda, affermarono che il pericolo maggiore per l’umanità era il comunismo sovietico. Poi il comunismo sovietico è deceduto; e l’attenzione si è spostata sul terrorismo. In breve da comunismo a terrorismo. Per una sorta di transitività potremmo pensare che anche il Cavaliere si adeguerà. Oppure magari porterà in Italia l’innovazione di cui TUTTI abbiamo bisogno, spostando il ruolo di nemico, dal comunismo, magari, al favismo, all’ipotiroidismo. Finalmente forse qualcosa di veramente utile per la gente.

Ai posteri l’ardua sentenza …

Fra poche ore si chiuderà la tornata elettorale. In molti hanno fatto outing sul loro intento di voto. Personalmente ho votato ieri sera. E non ho potuto fare altro che votare l’Italia dei Valori.
I motivi sono tanti. Escluso a priori il voto per il Popolo della libertà (di rubare), che nella persona del candidato premier Berlusconi, è emblema di antidemocrazia, di illegalità e di quant’altro sia inaccettabile al governo. Esclusi i partiti di destra e quelli di centro in cui non posso identificarmi, restava la sinistra. La Sinistra Arcobaleno la reputo una delusione profonda. Per quanto le mie idee coincidano maggiormente con le loro, non posso passare sopra ai loro due anni al governo in cui si sono rivelati conniventi con la destra. Sono passati sopra le leggi ad personam (così come l’attuale Pd), hanno votato a favore dell’indulto salva-previti (così come l’attuale Pd) e non sono stati in grado di fare una politica seria in sostegno dei giovani precari.
L’Italia dei Valori, per quanto non sia stata avulsa da errori, è per me la scelta migliore. Antonio Di Pietro ha rappresentato, ai tempi di Mani Pulite, la lotta contro un sistema malato, di cui ancora paghiamo il prezzo, grazie al mega-debito ereditato. Inoltre il buon Tonino, non solo si è schierato contro l’indulto e contro le leggi ad personam del governo Berlusconi (non per niente è, di certo, il più odiato dal cavaliere), ma ha anche fatto pressioni per avere liste pulite in Parlamento. A riguardo allego la lista dei 101 candidati con fedina penale sporca, presa dal blog di Travaglio/Gomez/Corrias. A prescindere dalla pole position del Pdl, è da notare come l’unica lista veramente pulita sia quella dell’Italia dei Valori. Questa cosa non è affatto banale, chi farebbe amministrare casa propria a un inquisito/condannato?? Credo nessuno. Non vedo perchè nel caso dello Stato bisogna essere più permissivi.
Comunque vada, sarà un successo, per loro.

Breve sommario.

Marcello Dell’Utri
In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.

Vittorio Mangano

Fu stalliere (con funzioni di amministratore) nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nella quale visse tra il 1973 e il 1975.
Il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all’ ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest’ultimo vittima della “lupara bianca” nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l’esecutore materiale. Verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D’Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Detto ciò, andiamo alle affermazioni odierne del “bibliofilo” Dell’Utri:

Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E’ un eroe, a modo suo.

Un mafioso eroe. Altro che Falcone e Borsellino.

Inoltre ha aggiunto:

I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione

Esattamente come il Grande Fratello in 1984 di Orwell. Peccato che il romanzo di Orwell fosse una critica feroce allo stalinismo e ai totalitarismi in generale.
Dell’Utri è un esponente del Pdl.

Il comandamento finale della Fattoria degli Animali di George Orwell recitava: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Oggigiorno il pensiero orwelliano è ancora attualissimo, nonostante l’occidente non abbia più totalitarismi come quello nazista in Germania o comunista in Russia. Oggi giorno tutto è diventato di certo meno cruento, ma più subdolo e sottile.

Leggendo Corriere.it (ma la notizia si trova ovunque) ci si può imbattere in alcune affermazioni del Cavaliere. In particolare:

[se le]«tasse sono tra il 50 e il 60% come accade per le imprese, è giustificato mettere in atto l’elusione o l’evasione».

«Continuo a usare il telefonino con la più ampia libertà, ma se escono di nuovo fuori registrazioni lascio questo Paese. Permetteremo le intercettazioni solo per reati di terrorismo e criminalità organizzata».

Partiamo dalla prima affermazione. Anche il leader Udc, Casini, ha candidamente affermato che “chi giustifica l’evasione fiscale e si propone di governare il Paese è un pericolo pubblico”. Una delle classiche gaffes arcoriane, si potrebbe pensare. Peccato che, dati alla mano, si può concludere che non trattasi di gaffes ma di piena convinzione. Nel 2002 il governo Berlusconi, nella persona di Tremonti Giulio, vara un condono fiscale che fa rientrare un po’ di capitale nelle casse dello Stato ma ne brucia moltissimo altro, potenziale. Berlusconi all’epoca affermò che Mediaset non avrebbe sfruttato il condono fiscale. Infatti è stato accertato che, grazie al condono, Mediaset ha risparmiato circa 162 milioni di euro per l’evasione accertata sull’acquisto dei diritti cinematografici avvenuta nel 1994 e nel 1995: avrebbe dovuto sborsare 197 milioni. Ne ha pagati solo 35.

Continuiamo con la seconda affermazione. Le intercettazioni sono regolamentate dalla Legge Boato. La quale, in breve, afferma che un pubblico ministero può acquisire intercettazioni telefoniche ma per poterle utilizzare deve richiedere autorizzazione al Parlamento (al momento che le intercettazioni arrivano agli avvocati e quindi in Parlamento, diventano pubbliche). Inoltre se si intercettano terzi, che non siano parlamentari, le parti di conversazione con parlamentari devono essere omesse. Se il Parlamento è contrario le intercettazioni si possono bruciare. Questa gente è più uguale degli altri. Quando a maggior ragione, essendo loro rappresentanti del popolo e persone pubbliche, il loro operato dovrebbe essere alla luce del sole e, a maggior ragione, perseguibile se illecito. Quindi ha poco da sbraitare il buon Silvio, visti i favori che hanno i “più uguali” o la casta (che è molto di moda). Inoltre limitare le intercettazioni solo a terrorismo e criminalità organizzata è un po’ ridicolo. Forse che i reati dei colletti bianchi sono piacevoli?? Forse che corrompere un giudice, evadere, pagare mazzette o commettere altri reati finanziari non arreca danni allo Stato e alla collettività??

Ma cosa abbiamo noi da obiettare? Lui è più uguale di noi.

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